Mentre ci si interroga su come rilanciare il movimento, il primo campionato da vincere è quello delle firme
In Serie A cambiare allenatore è uno sport nazionale. Ora qualcuno vorrebbe applicare lo stesso metodo anche al presidente della Federcalcio. Giovanni Malagò, eletto a giugno e poi nominato commissario straordinario della FIGC, si ritrova con una fiducia che rischia di scadere prima del panettone. E a guidare la manovra per il cambio di nome c’è proprio Giuseppe Marotta, presidente dell’Inter, in prima fila nel fronte favorevole ad Adriano Galliani.
Il risultato è una Lega spaccata, con i club che riescono a litigare persino sul nome di chi dovrebbe rimetterli d’accordo.
Marotta fa inversione a U, i club chiedono spiegazioni
Il particolare non è sfuggito alle società: poche settimane fa la Lega Serie A confermava il sostegno a Malagò. Adesso la candidatura dell’ex amministratore delegato di Milan e Monza ha rimesso tutto in discussione. Le ragioni del nuovo orientamento? La disponibilità di Galliani, spiegano i promotori. Ma non basta a convincere tutti.
Nella riunione informale di 14 club, convocata per tastare il terreno, diversi dirigenti hanno chiesto perché cambiare strada dopo appena quattro mesi. Insomma, Malagò non ha ancora finito il rodaggio e qualcuno vorrebbe già consegnare le chiavi a un altro pilota.
Galliani si tessera, Malagò conta gli alleati
Galliani, intanto, non si è limitato alle chiacchiere: per soddisfare i requisiti della candidatura si è tesserato come dirigente accompagnatore dell’Enotria 1908, società dilettantistica milanese. Un ritorno alle origini del pallone, almeno sulla carta, per chi di calcio ai piani alti ne ha frequentato ogni stanza.
Tra i sostenitori di Malagò figurano Roma e Napoli, mentre Inter, Milan e Atalanta guardano a Galliani. Restano club da convincere e schieramenti non ancora definitivi. L’ex presidente del Coni, però, non indossa l’abito dello sconfitto: «Ero e sono positivo, sono ottimista», ha assicurato, senza regalare altre anticipazioni.
Undici firme e una poltrona: il finale è ancora aperto
Per indicare il candidato della Serie A servono undici adesioni. La scadenza per presentare i nomi è il 4 novembre, mentre le elezioni federali sono fissate al 14 dicembre. Né Malagò né Galliani possono considerare garantita quella maggioranza. E le altre componenti del calcio italiano restano parte della partita.
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