Dopo due operazioni alla testa, l’attore è vigile e comunica con i familiari. Resta in terapia intensiva. Proseguono le indagini sui due minorenni
Dal San Camillo di Roma arriva una notizia che riaccende la speranza. Davide Iacopini ha ripreso conoscenza. L’attore di 42 anni, gravemente ferito nell’aggressione della cosiddetta banda della minicar a Monteverde, è vigile e interagisce con i medici e con i familiari. Un passo importante dopo oltre tre settimane di paura.
Il risveglio al San Camillo dopo due interventi
Il miglioramento è stato progressivo, accompagnato dalla riduzione della sedazione. Iacopini ha affrontato due interventi neurochirurgici dopo la caduta dal monopattino. Rimane in terapia intensiva, anche se si prospetta un possibile trasferimento in un altro reparto. La prognosi resta riservata: parlare di guarigione sarebbe prematuro.
Monteverde, la notte dello «scherzo» finito in ospedale
La vicenda risale alla sera del 5 ottobre. L’attore percorreva Monteverde in monopattino quando è stato aggredito da occupanti di una minicar nera. Ha perso l’equilibrio ed è finito contro un’auto parcheggiata, riportando un grave trauma cranico. Non era un episodio isolato: tra Monteverde e Testaccio altre persone erano state prese di mira con modalità analoghe.
Le indagini hanno portato all’identificazione di due ragazzi di 16 e 17 anni, accusati di sei aggressioni. Davanti agli investigatori avrebbero ammesso le proprie responsabilità, descrivendo quella notte come un modo per divertirsi. Uno «scherzo», nella loro versione. Parola decisamente difficile da conciliare con due interventi alla testa e settimane di terapia intensiva.
Due minorenni indagati, l’inchiesta prosegue
Il 20 ottobre i due adolescenti hanno risposto alle domande della Procura per i minorenni. Le ipotesi di reato comprendono tentato omicidio, lesioni personali aggravate e percosse in concorso. Saranno gli accertamenti e la magistratura a definire le responsabilità.
Intanto, la notizia più importante non arriva da un’aula giudiziaria, ma da una stanza d’ospedale. Iacopini è tornato a comunicare con chi gli sta vicino. Possiamo tutti tirare un primo sospiro di sollievo, senza dimenticare il prezzo di quello che gli indagati avrebbero chiamato un gioco.
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