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Lazio, la Regione rivendica la crescita finanziaria più alta d’Italia

Crescita sopra la media, un miliardo di investimenti e nuovo Piano industriale: il Lazio punta su logistica, innovazione e attrazione di imprese

Lazio, la Regione rivendica la crescita finanziaria più alta d’Italia
Il presidente Francesco Rocca con l’assessora Roberta Angelilli e il presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo

Il Lazio prova a cambiare passo e lo fa con numeri che, almeno sulla carta, segnano una discontinuità rispetto al passato. La Regione e Unindustria presentano l’aggiornamento del Piano industriale a un anno dal lancio, rivendicando una crescita sopra la media nazionale e un quadro finanziario che – nelle parole del presidente Francesco Rocca – segna “un avanzo di 300 milioni di euro”, risultato impensabile per un ente che si trascinava un debito da 23 miliardi.

Il Piano industriale aggiornato

La nuova versione del Piano concentra le priorità dei prossimi dodici mesi su quattro assi: logistica, attrattività degli investimenti, sostegno alle imprese e sviluppo delle competenze. Una strategia che poggia su una dotazione complessiva di un miliardo di euro tra 2025 e 2026, finanziata con fondi europei e strumenti finanziari dedicati alle imprese.

Il presidente della Regione Francesco Rocca insiste sul tema delle competenze, annunciando un programma sostenuto dal Fondo sociale europeo e sviluppato con Lincei e università, che premierà scuole e progetti meritevoli con un’esperienza formativa di dieci giorni all’Università di Berkeley. “Avvicinare i giovani alle discipline scientifiche e tecnologiche è una sfida che ho abbracciato personalmente”, afferma il presidente.

Obiettivo dichiarato la crescita in tutti i settori

La vicepresidente Angelilli snocciola i numeri: nel 2025 sono stati messi a terra 310 milioni di strumenti finanziari e 200 milioni di contributi a fondo perduto; per il 2026 arriveranno altri 500 milioni, con nuovi bandi già avviati. L’obiettivo dichiarato è una crescita “in tutti i campi”: dimensionale, export, attrazione di investimenti, innovazione.

Unindustria, con il presidente Giuseppe Biazzo, promuove il bilancio ma avverte: restano da completare infrastrutture, attrazione degli investimenti e soprattutto la piena operatività della Zona logistica semplificata, che secondo le imprese va ampliata a nuove aree. Positivo il giudizio sul “metodo Lazio”, la collaborazione stretta tra Regione e Comune di Roma, considerata la strada giusta per rafforzare il comparto industriale e allinearlo all’obiettivo europeo: portare la produzione industriale al 20% del Pil.

I settori a più alto valore aggiunto

Il Piano punta sui settori a più alto valore aggiunto – farmaceutica e aerospazio – e conferma le priorità infrastrutturali: ampliamento di Fiumicino, Roma-Latina, Cisterna-Valmontone, Orte-Civitavecchia, raddoppio della Salaria, Alta velocità a Ferentino e nuovi collegamenti nel basso Lazio. Sul tavolo anche dossier pesanti: il phase out di Civitavecchia e il futuro dell’automotive nel Cassinate.

Tra le misure già avviate figurano la Zls, la nuova legge sul Consorzio industriale, gli interventi sulle tecnologie critiche, il venture capital e il programma “Invest in Lazio”, dedicato alla retention delle multinazionali e all’attrazione di nuovi investitori. L’aggiornamento del Piano restringe ora il campo delle priorità e introduce gli Stati generali della logistica 2026, un’Agenda regionale delle semplificazioni e una nuova strategia per il Rome Technopole, con l’obiettivo di rendere operativo al Tecnopolo Tiburtino il polo di supercalcolo della rete Cineca.

Lazio luogo migliore d’Italia dove fare impresa

La Regione e Unindustria parlano di un percorso condiviso che punta a consolidare il Lazio come “luogo migliore in Italia dove investire e fare impresa”, protagonista nelle sfide del digitale, dell’intelligenza artificiale, dell’energia, dello spazio e della sicurezza. Un’ambizione che ora dovrà misurarsi con la capacità di trasformare le risorse in risultati tangibili, mese dopo mese, come ricorda Biazzo: “Il piano industriale dovrà essere attuato attraverso un percorso condiviso. Anche le imprese devono fare la loro parte”.