Franco Panzironi, già al vertice di Ama, e l’ex ad di Ente Eur, Riccardo Mancini, erano tra i soggetti che si sarebbero messi a disposizione dell’associazione di stampo mafioso che ha agito nella capitale negli ultimi anni. Ne sono convinti i magistrati della procura che hanno chiesto e ottenuto per i due manager la misura del carcere. In particolare, Panzironi e Mancini sono considerati da chi indaga alla stregua di un “pubblico ufficiale” (il primo addirittura a libro paga) “che fornisce all’organizzazione uno stabile contributo per l’aggiudicazione degli appalti, per lo sblocco dei pagamenti in favore delle imprese riconducibili all’associazione” e che tra il 2008 e il 2013 fa da tramite o da garante “dei rapporti dell’associazione con l’amministrazione comunale”. Un altro degli arrestati, Fabrizio Franco Testa rappresenta per i magistrati, oltre che l’organizzatore del sodalizio, anche “una testa di ponte dell’organizzazione nel settore politico e istituzionale” perche’ “coordina le attivita’ corruttive dell’associazione e si occupa della nomina di persone gradite al sodalizio in posti chiave della pubblica amministrazione”.
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