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Roma

Agosto 1989 Rione Monti, un turista con un curioso accento sudamericano e con un cappellone bianco calato sulla fronte e un treno di persone al seguito agghindati in colori bislacchi, chiede la strada per Piazza Venezia a due coatti. Io me ne sto appartato a fumare un sigaro respirando la Suburra nell'intercapedine di un portone, una di quelle concepite forse con un'idea malsana dell'architetto per dare rifugio agli amanti o per tirare una coltellata a una spia senza essere scorti.
È un'estate caldissima, nessuno ha ancora capito che di lì a breve un muro sarebbe schiantato lasciando passare un vento gelido da est. Berlino è troppo lontana. Roma è senza Sindaco, Un Commissario Straordinario governa la città. Anche il volto di quello precedente visto in fotografia direbbe poco. È lo sbardelliano-andreottiano Pietro Giubilo, poco più di un umbra manzoniana. Il Maestro Gabriel Garcia Marquez a Roma c'era stato già due volte. La prima è negli Anni Sessanta, lui è ancora un giornalista che non sa bene dove portare la sua arte. Segue svogliatamente un corso di regia al Centro Sperimentale, poi riparte. Parigi chiama. Torna nel nel 1974, quando il cielo di Piazza Farnese è infiammato da una pattuglia di scalmanati capitanati da un "ragazzo spiritato" con gli occhi verdi che indossa un maglioncino a collo alto nero, si chiama Marco Pannella e lotta per il referendum sul divorzio. Le Brigate Rosse hanno da poco fatto parlare di sè firmando a Padova un duplice omicidio. Questa era la città dove aveva intuito quello che avrebbe raccontato in tutti i suoi romanzi, la magia dell'indicibile. Il suo capolavoro ha venduto nel mondo milioni di copie, nessuno può comprendere cosa si affanni ancora a voler cercare.
Doveva ancora essere lì quella strada che sboccia davanti al Foro, nasce nel cuore del rione Monti dove nell'ora del tramonto si può cogliere il momento di luce calda tra il giorno e la notte. Impossibile da fotografare si può solo intrappolare nella scatola dei ricordi. Vuole vederla bene per tornarci da solo il giorno successivo, ora ha vinto il Premio Nobel per la letteratura e qualcuno potrebbe pensare che torni sui suoi passi perché non ha più niente da dire. Solo gli uomini che stanno per morire tornano indietro.
Appena svolta l'angolo, la ragazza si rivolge al suo compagno: "Anvedi a chi hai risposto, come se chiama...quello che ha scritto quer romanzo che l'ho letto tre vorte e nun c'ho capito ancora niente. Bello però eh!!!".

Patrizio J. Macci

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