Provengono da 108 Paesi diversi: dalla Germania, al Bangladesh; dalla Russia al Ghana. Tutti sognano una carriera nel mondo delle organizzazioni internazionali e tutti si ritroveranno a Roma dal 7 all’11 marzo per simulare il lavoro dei veri delegati dell’Onu.
Sono i 1200 studenti universitari che parteciperanno al Rome Model United Nations (RomeMUN), il programma formativo finalizzato ad insegnare agli studenti di tutto il mondo il lavoro interno delle Nazioni Unite. I partecipanti rappresenteranno i 193 Paesi membri in un gioco di simulazione diplomatica che riprodurrà il dibattito dei veri delegati dell’Onu.
Il tema di questa quarta edizione del RomeMUN riguarda gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals, Mdg), gli otto propositi che gli Stati membri dell’Onu si sono impegnati a raggiungere entro il 2015. I giovanissimi delegati, suddivisi in sette comitati (Assemblea Generale, Consiglio di Sicurezza, Organizzazione Mondiale della Sanità, Unesco, Consiglio per i Diritti Umani, Unep e Banca Mondiale), dovranno confrontarsi per approvare risoluzioni concrete e pratiche volte a favorire il raggiungimento degli obiettivi.

Per i cinque giorni dell’evento, la città di Roma diventerà un centro di formazione, dialogo e multiculturalismo. Infatti, il 50 per cento dei partecipanti è straniero: il 21 per cento proviene dall’Asia, il 16 per cento dall’Africa, il 10 per cento da altri Stati europei e il 3 per cento dall’America.
Tante le storie che si incroceranno durante l’evento. Per esempio ci sarà Yalda, una giovane studentessa di Kabul che ha avuto la grande fortuna di ricevere un’istruzione e che ha molto a cuore il problema dei diritti delle donne nel suo Paese; oppure ci sarà Ashraf, un ragazzo di Il Cairo che ha vissuto i tumultuosi momenti della cacciata di Mubarak e sta vivendo in prima persona la ricerca dell’Egitto della strada verso la democrazia.
Tra i delegati italiani che partecipano al RomeMUN, la maggioranza proviene da Roma, città culla della democrazia Occidentale che verrà rappresentata da studenti provenienti da RomaTre, Tor Vergata, La Sapienza, Luiss Guido Carli, Università Europea e American University of Rome.
“La vostra partecipazione a questa simulazione delle Nazioni Unite giunge in un momento in cui la comunità internazionale capisce sempre di più il potere che hanno i giovani di cambiare il nostro mondo – ha scritto il Segretario Generale dell’Onu, Ban Ki-moon, nel messaggio di saluto che ogni anno invia ai partecipanti del RomeMUN – Continuate ad attingere dalla vostra esperienza per aiutare e infondere coraggio agli altri. Questo vi arricchirà come persone e migliorerà il nostro futuro comune”.
Il RomeMUN rappresenta, dunque, la giusta occasione per permettere alle nuove generazioni di tutto il mondo di riprendersi il ruolo centrale che spetta loro di diritto e di esprimere la propria opinione sui più importanti temi globali.
