“Grazie e arrivederci”. “Si, ma mi scusi, lo scontrino?”. Quante volte capita di doverlo chiedere uscendo da un esercizio commerciale. Una abitudine scorretta e che riguarda la grande maggioranza dei commercianti, almeno secondo i risultati dei controlli eseguiti dalla Guardia di Finanza nell’ultimo fine settimana sul territorio della Capitale e della provincia di Roma.
L’attività, che ha visto impegnati circa 370 uomini, è stata volta a tutelare gli operatori regolari dalla concorrenza sleale dei venditori abusivi e dalla scorrettezza di quegli esercenti che omettono di certificare i propri incassi. In due soli giorni sono stati eseguiti 779 controlli che hanno portato a rilevare 552 violazioni: le irregolarità riscontrate dagli uomini delle Fiamme Gialle è pari al 70% per mancata o irregolare emissione dei documenti fiscali.
I soggetti controllati sono stati individuati incrociando numerosi elementi appresi sia nell’ambito delle ordinarie investigazioni tributarie sia pervenuti, tramite le segnalazioni al 117. Le irregolarità rilevate vanno ad aggiungersi alle 6.678 violazioni in materia di certificazione dei corrispettivi già individuate dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma nei primi otto mesi dell’anno.
L’attività dei berretti verdi ha riguardato anche il contrasto all’abusivismo con il sequestrato di 7.500 “pezzi” contraffatti delle più diverse categorie merceologiche, denunciando all’Autorità Giudiziaria 25 venditori. Da inizio anno sono oltre 16 milioni gli articoli già sequestrati dalle Fiamme Gialle capitoline, di cui 6 milioni solo tra luglio ed agosto, per il cui commercio sono state denunciate 527 persone e verbalizzate amministrativamente altre 211.

