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Malato e sfrattato. Chiede aiuto a Mattarella

Affetto da leucemia, con moglie e bimba, chiede aiuto al Presidente per salvarsi dallo sgombero a Tor Tre Teste dove il Comune alloggia le famiglie senza casa in attesa della casa popolare

Ha chiesto l’intervento diretto del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella per scongiurare lo sgombero dal residence di via Tineo l’uomo malato di leucemia, con moglie e bambina a carico, per il quale il 4 aprile scorso l’Ufficio speciale di Roma Capitale aveva disposto l’allontanamento (anche forzoso) dalla struttura a vetri nella zona di Tor Tre Teste dove il Comune di Roma alloggia temporaneamente le famiglie senza casa in attesa dell’assegnazione della casa popolare.
L’uomo, Gianluca F., dipendente Atac, scopertosi malato da qualche anno, ha deciso di presentare ricorso straordinario contro il provvedimento comunale, direttamente all’inquilino del Quirinale (come consentito dagli artt. 8 e 9 del dPR 24 novembre 1971 n.1199 e dall’art.3 comma 4 legge 21 luglio 2000 n. 205): “Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica (…) contro la persona del legale rappresentante pro tempore di Roma Capitale, Direttore generale Ciminelli Luigi”. Nel ricorso si fa riferimento alla legittimità dello stesso per quanto riguarda l’accertamento del reddito (“non sussiste la decadenza perchè calcolata sulla base sulla base del lordo percepito e non del reale gettito così come previsto dalle Normative Regionali in vigore”). L’uomo percepisce 18mila euro lordi l’anno che superano il limite fissato dai regolamenti comunali per usufruire dell’assistenza alloggiativa. In realtà, in tasca gli rimangono 1300 euro netti al mese da cui vengono decurtati poco più di 600 euro mensili dalle banche per un paio di mutui aperti da Gianluca F. per pagarsi le cure. Inoltre, l’uomo è riconosciuto invalido al 100% e la sua bambina soffre di un lieve disturbo dell’attenzione ed è seguita dai medici del TSMREE Roma C. “Il provvedimento impugnato reca un grave danno e irreparabile (…) lo priverebbe sique non del diritto alla permanenza dell’immobile in questione e del successivo passaggio a assegnazione alloggio Erp”. Ora la lettera, datata 7 aprile, è giunta sul tavolo del Capo dello Stato a cui il lavoratore Atac ha chiesto di intervenire.
Intanto, per il momento, il provvedimento di sfratto dal residence nei confronti dell’uomo non è stato ancora adottato sembra su interessamento diretto de sindaco Marino.