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Manganellato al corteo. Poliziotto condannato

Manganellato al corteo. Poliziotto condannato
Manifestazione degli studenti contro Salvini e Le Pen

Quattro mesi di reclusione, oltre al risarcimento dei danni e al pagamento di una provvisionale di 4 mila euro: e’ la condanna che il giudice del tribunale monocratico di Roma, Corrado Cappiello, ha inflitto ad Alfio Paradiso, l’ispettore di polizia che aggredi’ con il proprio manganello lo studente di 26 anni Giacomo Capriotti il 14 novembre del 2012 sul Lungotevere durante una manifestazione contro il governo Monti. Paradiso, che era accusato dal pm Luca Tescaroli di lesioni personali, documentate con tanto di referto medico e aggravate dall’uso delle armi e dall’abuso di potere, e’ stato ritenuto colpevole alla fine del reato di lesioni tentate.

“Una contestazione nuova – ha commentato con non poco sconcerto il suo difensore, l’avvocato Salvatore Volpe -. Ho prodotto in aula, durante il dibattimento, un video da quale emerge chiaramente che le lesioni, giudicate guaribili in 5 giorni, riportate da Capriotti non sono affatto compatibili con l’azione attribuita al mio assistito e con il colpo di sfollagente. Insomma, devo ritenere che Paradiso sia stato condannato per un fatto nuovo che non c’entra nulla con l’originario capo di imputazione. Prima di ricorrere in appello aspetto di leggere le motivazioni della sentenza anche perche’ lo stesso Capriotti, quando fu sentito in udienza, disse di essere caduto durante gli incidenti di quel giorno e di essere stato calpestato, forse da altri manifestanti o da altri agenti. Insomma, quelle lesioni non sono state provocate dal mio assistito che non ha colpito il ragazzo, basta vedere le immagini”.