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Marino-Gay: l’amore è già finito. La famiglia viene prima del Pride

Indignati gli organizzatori che si aspettavano che il nuovo corso al Campidoglio significasse anche una maggiore attenzione per i diritti civili. Il neo sindaco ha comunicato infatti che vuole passare un po’ di tempo con la sua famiglia e si limiterà ad inviare un messaggio di saluto e di vicinanza come altri prima di lui. E dal circolo Mario Mieli arriva l’appello: “Venga almeno per un saluto, come in tutte le grandi città europee”

La luna di miele può essere disastrosa, sopratutto quando già al primo giorno i rapporti si incrinano. Ed è così che tra i circoli omosessuali sale un grido sdegnato nei confronti del neo sindaco. In tanti si aspettavano che il nuovo corso in Campidoglio significasse anche una maggiore attenzione per i diritti civili, ma la delusione è cocente.

Ignazio Marino 02

Solo ieri l’imbarazzato silenzio del primo cittadino a domanda diretta di un’attivista sulla sua partecipazione alla sfilata. Ora arriva l’ufficialità: Ignazio Marino non parteciperà al Roma Pride, almeno così ha detto alla stampa, tentando di giustificare la sua assenza apponendo la motivazione di trascorrere un po’ di tempo con la sua famiglia. “Senza rendersi conto – afferma il Presidente del Circolo Mario Mieli, Andrea Maccarrone – che questa motivazione rischia di essere persino offensiva nei confronti di chi le proprie famiglie non le vede in alcun modo riconosciute e si trova costretto a scendere in piazza e a lottare giorno per giorno per rivendicare pari diritti e dignità”.
“Per un Sindaco di Roma che creda davvero nei diritti civili e nella piena uguaglianza delle persone lgbtqi” – prosegue Andrea Maccarrone – “la presenza al Pride non può più considerarsi un optional ma un impegno istituzionale e civile inderogabile. Tanto più che può tradursi anche in un saluto di qualche minuto all’inizio della parata come avviene nelle principali capitali europee”.
Poi l’appello: “Ci auguriamo che Marino chiarisca le sue posizioni nelle prossime ore con parole nette e inequivocabili e che riconsideri la sua presenza al Roma Pride. Un segnale semplice ma visibile di condivisione e vera e profonda vicinanza che sarebbe molto apprezzato”.