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Marino sindaco, urge navigatore

Tra rom (speriamo non col conto in banca da manager), truppe cammellate, propaganda last minute, endorsement e persino agriturismo tramutati in seggi, Ignazio Marino, grazie alla gioiosa macchina da guerra del partito, si è guadagnato la corona di sfidante sindaco nella prima domenica di primavera, quando cioè i romani hanno preso la via dell’aria aperta.

Bene, correrà contro Gianni Alemanno, Alfio Marchini e una pattuglia di ragazzi di buona volontà. Oltre ai “volenterosi” ci sarà anche Marcello De Vito, leader di una corazzata che da mesi lavora sul territorio e sulla rete. Salvo sorprese dell’ultimora, la griglia di partenza dei leader è fatta.

Sarà una corsa a tre, con il sindaco uscente che dovrà lottare contro l’ombra degli scandali, il Cinque Stelle che dovrà uscire da internet e aprirsi alla gente comune e ai pensionati, ai disoccupati a chi spera che il futuro non sia la paralisi, mentre per il cardiologo sarà una corsa al cardiopalma. A parte il Comitato, Montecitorio, piazza Colonna e piazza del Parlamento, chi l’ha convinto a sacrificarsi per il centrosinistra sarà bene che gli faccia dono dell’ultimo modello disponibile di navigatore satellitare.

Servirà per orientarsi e capire che alle “comunali” non basta essere buoni. Gli elettori vogliono vedere in faccia chi aspira a salire al Campidoglio. E i romani abitano a Santa  Palomba, a Settebagni ad Acilia e poi anche a Tor Bellamonaca o a Corviale. Se c’è un vizio che la politica non perde è quello di proseguire secondo la regola della simbologia: “vado dove c’è clamore perché così risparmio tempo e mando un segnale”.  Sarà pure una strategia, ma è certo che la città dei segnali quasi non ne può più. É tempo di programmi concreti e questo è il punto debole di Ignazio Marino e del Pd: per ambire al governare ci vogliono conoscenza della città e programmi, numeri e idee che vadano ben oltre il “modello Roma” o “Riprendiamoci la città” e persino “Bene comune”. Slogan e basta che stridono di fronte al quotidiano di ogni cittadino. Monnezza, buche, società partecipate, casse vuote, patto di stabilità, lavoro, servizi sociali, sicurezza… l’elenco è lungo.

E Marino come primo atto da candidato al servizio dei romani cosa fa? Convoca i giornalisti nel paradiso del buongusto, da Eataly. Ottima scelta per mangiare.