Il Consiglio Generale della Federlazio, riunitosi presso la sala convegni di Unicredit Banca di Roma, ha eletto Silvio Rossignoli nuovo presidente dell’associazione per il triennio 2014-2017. Rossignoli, dal 4 giugno scorso alla guida anche di Federlazio Roma, succede a Maurizio Flammini, eletto nel dicembre 2008. Il neopresidente, 69 anni, ingegnere aeronautico, è fondatore della Aero Sekur spa, società operante nei settori dello spazio, dell’aeronautica e della difesa. All’assemblea generale hanno partecipato oltre 400 tra rappresentanti della politica e dell’economia laziale.
“Solo l’associazione, in quanto punto di snodo di una fitta trama costituita da migliaia di imprese, può generare quelle ‘economie di aggregazione’ che prendono origine dal fatto che ciascuna impresa associata è inserita in una rete di altre imprese con le quali può scambiare informazioni, esperienze, ma soprattutto forniture e commesse: in due parole, concludere affari”, ha dichiarato il nuovo presidente di Federlazio.
In platea, tra gli altri, l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Lazio, Guido Fabiani, e quelli capitolini ai Lavori Pubblici Paolo Masini, e alla Trasformazione Urbana Giovanni Caudo. “Non abbiamo un programma per i prossimi 1.000 giorni come Matteo Renzi, ma lo vogliamo fare – ha spiegato Rossignoli, che indossava un fiocco giallo ‘in solidarietà ai due marò’” – nel frattempo, l’obiettivo è chiaro: sviluppo e lavoro”. E ancora: “Noi, non intendiamo fare il loro mestiere né sostituirci agli eletti – ha poi proseguito Rossignoli rivolto ai politici – ma stimolarli e consultarci con loro su quelle che saranno le nostre mosse: innovazione, nuovi mercati, rapporto all’interno e all’esterno dell’associazione e attenzione al fatto che nessuno rimanga indietro”.
A chi fa impresa, invece, il neopresidente ha invitato a “non rassegnarsi a una deriva che, se non adeguatamente contrastata, non può non avere altro esito che il lento ridimensionamento della nostra capacità produttiva, dei nostri atout, dei nostri potenziali punti di forza”. La “prima cosa da fare”, perciò, “è abbandonare, laddove dovesse ancora permanere, quella rassegnazione che si insinua anche tra noi e che ci fa ormai accettare la crisi come un dati di fatto naturale e ineliminabile. Questo atteggiamento psicologico alla lunga si trasforma in un fattore che favorisce e anzi acuisce la crisi stessa – ha chiosato – anziché costituire la premessa per il suo superamento”.
Infine, anche due parole sulla vicenda Alitalia e sugli esuberi: “Io non sento la Regione aprire bocca sul problema Alitalia e mi dispiace molto, perché non è solo un problema del ministro Lupi ma della Regione e del Comune”.
Ingegnere aeronautico di 69 anni, è il nuovo presidente dell’associazione che riunisce le piccole e medie imprese del Lazio. Subito l’affondo: “Sviluppo e lavoro”. E con la politica “stimolo e confronto”
