Primi segnali incoraggianti per l’attore aggredito a Monteverde, che resta in terapia intensiva al San Camillo. Intanto i due minorenni interrogati tirano in ballo TikTok e chiedono scusa
Finalmente uno spiraglio di luce nella drammatica vicenda della minicar nera che ha terrorizzato Monteverde. Davide Iacopini, l’attore 42enne aggredito il 5 ottobre mentre viaggiava in monopattino, sta lentamente migliorando. Le condizioni rimangono serie, ma dal San Camillo-Forlanini arrivano segnali incoraggianti.
Secondo gli aggiornamenti del 22 ottobre, il quadro clinico mostra un’evoluzione positiva dopo la progressiva riduzione della sedazione, avviata dai sanitari per favorire il risveglio. Iacopini resta tuttavia ricoverato in terapia intensiva e la prognosi è ancora riservata. L’attore, conosciuto per le sue partecipazioni a Suburra e Diaz, è stato sottoposto a due interventi neurochirurgici, il secondo nella notte del 9 ottobre. Le operazioni sono riuscite, ma la gravità delle lesioni cerebrali impone prudenza. Nessuna previsione definitiva, dunque, sui tempi e sull’entità del recupero.
Il calcio dalla minicar e la terribile caduta
La sera del 5 ottobre Iacopini percorreva via Anton Giulio Barrili, a Monteverde, quando una minicar nera gli si è affiancata. Dal finestrino sarebbe partito il colpo che lo ha fatto perdere l’equilibrio, provocando lo schianto contro un’automobile parcheggiata. Il trauma cranico è stato devastante. Un passante ha dato l’allarme, consentendo l’intervento dei soccorsi. Da quella notte è cominciata la lunga battaglia dell’attore per la sopravvivenza.
Un episodio che, secondo gli investigatori, appartiene a una sequenza di sei aggressioni compiute tra Monteverde e Testaccio, con vittime scelte apparentemente senza alcun motivo.
I due minorenni: «L’abbiamo visto fare su TikTok»
Sul fronte giudiziario, il 20 ottobre i due indagati, di 16 e 17 anni, sono comparsi davanti al pubblico ministero della Procura minorile di Roma. Entrambi hanno risposto alle domande, assistiti dai difensori. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, avrebbero chiesto scusa e spiegato di essersi ispirati a video diffusi su TikTok, nei quali vengono colpiti passanti sconosciuti. Il più giovane avrebbe sostenuto di non aver compreso la gravità delle conseguenze. Una giustificazione che, naturalmente, non cambia la pesantezza delle accuse: tentato omicidio, lesioni personali aggravate e percosse in concorso.
La Procura deve valutare le eventuali richieste di misure cautelari, mentre gli accertamenti sui dispositivi elettronici sequestrati potrebbero contribuire a chiarire ulteriormente la dinamica delle aggressioni.
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