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Bufera bipartisan. Morassut: “Azzerare Pd”. “Ripartire, via tutti da comune e Regione”

Commento al vetriolo dell parlamentare romano Roberto Morassut sull’inchiesta sulla mafia romana e il coinvolgimento di esponenti del Partito Democratico: “Azzeriamo il tesseramento e gli organismi assembleari, che sono stati eletti a Roma, nelle province e a livello regionale”

“Sapevamo bene che tra il 2008 e il 2013 la destra predona aveva dissanguato il Comune di Roma e spinto la città al collasso nel momento difficile di una crisi economica e sociale profondissima. La destra al governo di Roma, in quei cinque anni, non ha pensato a curare, ma ha avvelenato la città. Una doppia responsabilità. In questa inchiesta, però, c’è il dolore per un coinvolgimento non irrilevante del Partito Democratico. Spero che tutte le persone chiamate in causa dimostrino la loro estraneità. E non lo dico per forma. Lo spero, perché conosco alcune di queste persone”. Lo scrive il parlamentare romano Roberto Morassut, in un editoriale scritto sull’edizione romana del Quotidiano Italiano, commentando l’inchiesta sulla mafia romana e il coinvolgimento di esponenti del Partito Democratico della Capitale.
Il parlamentare romano, da sempre critico verso il correntismo che caratterizza il partito romano, ha poi ribadito alcune posizioni già espresse in altre occasioni: “In questi anni, ha spiegato, tante volte ho cercato di scuotere il mio partito. L’ho fatto scrivendo; segnalando il decadimento della vita interna, l’assenza di politica, la progressiva e sempre più marcata predominanza dell’elemento del puro “potere” negli equilibri interni, l’uso degli strumenti essenziali della partecipazione democratica – come il tesseramento e le primarie – per consolidare assetti tribali di cordate senza politica, falsando numeri e mercanteggiando le iscrizioni. L’ho chiamato “ciarpame”, attirandomi indignate e burocratiche reazioni”.
La soluzione, secondo Morassut, è azzerare tutto e ripartire: “Azzeriamo il tesseramento e gli organismi assembleari, che sono stati eletti a Roma, nelle province e a livello regionale, con il Porcellum interno e con spartizioni “a corpo” grazie a un patto di sindacato tra le tribù interne. Introduciamo, per legge a livello nazionale, un criterio di selezione per concorso per le nomine nelle aziende pubbliche e partecipate e nelle ASL”.