C’è anche un senatore della Repubblica, Aldo Di Biagio, parlamentare di Scelta Civica per l’Italia tra gli indagati per associazione a delinquere, truffa aggravata ai danni dello Stato, falso in atto pubblico e riciclaggio. Per questi stessi reati sono finite in manette sei persone, tra cui due avvocati, una collaboratrice di studio, un’impiegata dell’Ente nazionale assistenza sociale e un dipendente di banca, arrestati nell’ambito di un’inchiesta della procura di Roma, coordinata dal procuratore aggiunto aggiunto Nello Rossi, su una truffa ai danni dell’Inps e del ministero della Giustizia. I provvedimenti cautelari, firmati dal gip, sono stati eseguiti dai militari del nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza.
Avrebbero sottratto dalle casse dell’Inps in soli cinque anni oltre 22 milioni i due coniugi avvocati del Foro di Roma, ritenuti a capo del sodalizio. I due, inoltre, avrebbero inoltre recentemente depauperato le casse dello Stato di ulteriori ingenti somme, promuovendo avverso il Ministero della Giustizia molteplici ricorsi fraudolenti. In manette anche una collaboratrice dello studio legale e un faccendiere operante presso l’Ente Nazionale Assistenza Sociale (E.N.A.S.) in Croazia.
Le indagini hanno permesso di scoprire la struttura estera dell’organizzazione, in Argentina e Croazia, nonché il coinvolgimento di altri avvocati e collaboratori, di un professore universitario, anch’egli esercente l’attività forense, di un compiacente funzionario di banca e del senatore Di Biagio, imprenditore e politico, dal 2001 al 2005 su incarico di Gianni Alemanno, allora Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, ha ricoperto la carica di Capo Ufficio Relazioni internazionali. Alle elezioni politiche del 2008 viene eletto deputato con la lista del Popolo della Libertà, in quota Alleanza Nazionale. Il 30 luglio 2010 lascia il PdL per aderire insieme a 33 deputati al gruppo autonomo finiano Futuro e Libertà per l’Italia. Di Biagio è stato eletto a Palazzo Madama alle elezioni politiche del 2013 candidato nella lista Monti Con Monti per l’Italia, in quota FLI insieme a Benedetto Della Vedova.

Nell’ambito della stessa inchiesta sono complessivamente 13 le persone indagate per reati che vanno, a seconda delle singole posizioni, dall’associazione per delinquere, alla truffa aggravata ai danni dello Stato, alla falsità commessa da pubblici ufficiali in atti pubblici, fino al riciclaggio. Le accertate modalità di truffa sono consistite: nel patrocinare ricorsi, avverso l’Inps, per l’ottenimento di oneri accessori su pensioni per conto di centinaia di soggetti residenti all’estero risultati ignari e/o deceduti prima del conferimento della procura alla lite e, recentemente, nel presentare ricorsi, avverso il Ministero della Giustizia, per il riconoscimento “dell’equa riparazione per lungaggini processuali” (ex L. 89/2001, c.d. “legge Pinto”), anche in questo caso, per conto di molteplici soggetti ignari della pretesa creditoria.
Le attività investigative del pool reati economico-finanziari della Procura della Repubblica di Roma, hanno accertato come l’associazione a delinquere – dopo aver incassato milioni di euro provento di reato, mediante articolate operazioni bancarie, agevolate dalla compiacenza di un funzionario di banca addetto alla liquidazione dei risarcimenti riconosciuti dai giudizi favorevoli emessi nei confronti dei fantomatici ricorrenti – li ha utilizzati, una parte, per acquistare una villa di ingente valore sita in Cortina d’Ampezzo (BL) ed immobili di pregio nella città di Roma, la restante parte, per la costituzione di consistenti provviste finanziarie, schermate da società fiduciarie, giacenti su rapporti di conto corrente accesi in Svizzera, Lussemburgo, Gran Bretagna e Panama.
Sono in corso di esecuzione da parte dei militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria di Roma sequestri preventivi di tre appartamenti di pregio oltre a disponibilità finanziarie per oltre 2,5 milioni di euro su conti correnti radicati in Milano, Roma e Svizzera nonché numerose perquisizioni nella capitale e a Padova presso gli studi legali e le abitazioni dei soggetti appartenenti all’organizzazione criminale. Le indagini si inseriscono in un più vasto e complesso scenario fraudolento al vaglio degli inquirenti che stanno valutando se le condotte criminali contestate ai predetti legali possano essere state replicate da altri professionisti.
