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Murales antisemiti e teste di maiale. Giorno della memoria, Ghetto blindato

Dopo i pacchi recapitati alla Sinagoga e all’ambasciata d’Israele massima allerta per il timore di attentanti nella giornata dedicata al ricordo della Shoah. Svastiche e scritte antisemite sono apparse su vari muri della città, preso di mira in particolare Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica di Roma. Gli inquirenti indagano tra i gruppi di estrema destra: due fermati

Prima era arrivato un pacco contenente una testa di maiale, recapitato alla Sinagoga: una macabra provocazione messa in atto contro la comunità ebraica in occasione della Giornata per il ricordo della Shoah. Un pacco anonimo senza mittente, ma con un chiaro intento: un’offesa alla memoria.  Ma quello di venerdì era solo il primo “attacco”: altri due macabre consegne erano indirizzate al Museo della Memoria a Trastevere, e all’ambasciata d’Israele ai Parioli. Subito dopo i pacchi sono apparse le svastiche.

Slogan antisemiti sono stati dipinti sulle mura della sede del III Municipio in piazza Sempione: “Olocausto menzogna” e “Hanna Frank bugiardona”. L’ultimo attacco lunedì mattina, proprio mentre all’auditorium era in corso lo svoglimento della celebrazione con il Capo dello Stato Giorgio Napolitano e il ministro Cecile Kyenge su un muro in zona San Giovanni si notava la scritta “Pacifici Boia” indirizzato al presidente della comunità ebraica. E non solo: altre scritte antisemite sono apparse sui muri di circonvallazione Clodia tra il civico 36 e l’86. In particolare si legge: “Pacifici boia”; “Juden Boia”; “Sharon infame”. Le scritte sono firmate dal gruppo di estrema destra Militia. Sulla vicenda indagano i carabinieri della compagnia Trionfale, mentre nel Ghetto ebraico sono attive misure di sicurezza straordinarie per timore di attentati.

Due persone sono state fermate mentre, con una bomboletta di vernice nera, stavano imbrattando il muro perimetrale di uno stabile con scritte xenofobe e inneggianti all’odio razziale. Il 47enne, con precedenti di polizia e appartenente alla struttura organizzativa “Militia” e il 33enne, già indagato nel corso dell’operazione Stormfront 2 del novembre 2013, erano monitorati dalla Digos. I due sono stati quindi accompagnati negli uffici di Polizia e denunciati in stato di libertà per violazioni della legge sulla discriminazione, odio e violenza per motivi razziali. All’interno della vettura in uso ad uno dei due, i poliziotti hanno sequestrato un’altra bomboletta di vernice nera, un giocattolo in gomma riproducente un maiale ed una maglia di colore nero con riferimenti ad un sito web antisemita.