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Nozze gay, Codacons ricorre al Tar. “Annullamento va contro norme Ue”

Sulla trascrizione delle unioni omosessuali in Campidoglio si apre una vera e propria battaglia legale. Contro l’annullamento disposto dal prefetto l’associazione dei consumatori è pronta ad appellarsi anche alla corte di Strasburgo. E contro Alfano…

Il Codacons annuncia battaglia contro la diffida del Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, che ieri ha formalmente invitato il sindaco Marino ad annullare le 16 trascrizioni: “L’annullamento delle registrazioni annunciato da Pecoraro si porrebbe in evidente conflitto con le disposizioni comunitarie”
“Stiamo lavorando per impugnare la diffida del Prefetto – annuncia il Presidente Carlo Rienzi – e presentare al Tar un ricorso d’urgenza con richiesta di provvedimenti ‘ante causam’, per bloccare qualsiasi atto teso ad annullare le trascrizioni registrate da Marino. Questo perché – continua il presidente dell’associazione dei Consumatori – gli stati membri impongono il riconoscimento del diritto alla vita familiare indipendentemente dal sesso degli individui”.

Il Codacons annuncia anche l’intenzione di ricorrere anche alla Corte di Strasburgo contro qualsiasi atto del Prefetto che impedirà la trascrizione delle nozze gay operata dal sindaco di Roma. Sul tavolo della Procura della Repubblica di Roma, inoltre, è approdato l’esposto del Codacons contro il Ministro dell’Interno Alfano, con il quale si chiede di “accertare e verificare se nei fatti esposti possano celarsi fattispecie penalmente rilevanti ivi compreso i reati di cui dall’art. 323 c.p. e concorso nello stesso; violazione del principio costituzionale di uguaglianza dei diritti in quanto la circolare del Ministro risulta discriminatoria e contenente una azione di cancellazione di un atto civile, contratto legalmente in un paese Ue, solo sulla base del sesso dei contraenti; violazione dell’autonomia del Sindaco, discriminazione fondata sull’orientamento sessuale (eguaglianza, violazione art. 21 Carta UE, 14 Cedu), violazione del diritto al rispetto della vita familiare (art. 8 Cedu)”.