Nonostante la vittoria di ben due referendum, nel 1987 e nel 2011 la situazione delle ex Centrali nucleari nella nostra Regione, soprattutto per Borgo Sabotino, è rimasta sostanzialmente invariata. Ad oggi, ciò che è avvenuto per la Centrale in provincia di Latina è stata la demolizione parziale e la messa in sicurezza delle strutture interne degli edifici turbine, diesel e sala soffianti est, delle condotte dell’edificio reattore, del sistema di movimentazione e caricamento del combustibile nell’edificio reattore e del pontile della centrale, oltre allo smantellamento dell’edificio turbine della centrale.
Così come si è iniziata la costruzione degli impianti di trattamento e riprocessamento delle scorie da parte di Sogin. Quello che oggi viene chiesto, proprio in occasione del secondo anniversario della vittoria al Referendum, è di accelerare puntando alla massima sicurezza attraverso un percorso trasparente di partecipazione delle comunità locali. Per uscire definitivamente dal medioevo nucleare e mettendo una parola fine, per quanto possibile, alle pesanti eredità che una tecnologia così pericolosa rischia di lasciare a noi ed alle generazioni che verranno.
Cristiana Avenali, Gruppo Pd Regione Lazio
