E’ mistero sul ritrovamento di un corpo carbonizzato, mercoledì sera poco dopo le 22, in una Fiat 500 in fiamme a Itri, sulla strada provinciale per Sperlonga.
Sulla panoramica, i vigili del fuoco di Gaeta sono intervenuti per spegnere l’incendio che stava distruggendo la vettura e, all’interno, hanno rinvenuto il corpo di un uomo.

Sono dai riscontri dei dati della vettura si è arrivati all’identità della vittima: Ulrico Cappia, 56 enne, originario di Roma, esperto enologo ma da anni a Itri. Non sono chiare le dinamiche di quanto accaduto, ma gli investigatori non escludono nessuna pista e quella più accreditata, sarebbe l’omicidio.
Testimonianze di persone del luogo riferiscono di aver sentito alcuni colpi di arma da fuoco esplosi poco prima dell’incendio.
Dai primi rilievi sarebbe stato prima ucciso con alcuni colpi di pistola e poi dato alle fiamme nella sua auto. L’assassino avrebbe atteso Ulrico Cappia, fuori dall’azienda vinicola di Itri per la quale lavorava. La vittima, probabilmente sotto la minaccia di un’arma, é stato condotto in una zona piú nascosta della stessa azienda e li sarebbe stato ucciso, quasi giustiziato, con almeno un colpo al cranio. Difficile dire quanti proiettili lo hanno raggiunto dato che le condizioni del corpo che non permettono una conta precisa. L’uomo viveva a Roma e viaggiava per raggiungere Itri e l’azienda per la quale lavorava. Solo alcune volte pernottava in zona. Gli investigatori cercano il responsabile tra i conoscenti che l’uomo aveva ad Itri dato che quasi certamente conosceva il suo assassino.
