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Pandastory, Cinque Stelle contro Ncd. Sfiducia finta, “nessuno vuole elezioni”

Botta e risposta tra M5s e “alfaniani” che annunciano ciascuno una mozione per far cadere il sindaco. La verità secondo Sabbatani Schiuma: “Hanno messo in scena un assurdo teatrino, perché in verità non si vogliono dimettere”

Marino può dormire sonni tranquilli. E questo sino a quando l’opposizione farà guerra a se stessa. In un solo giorno a Roma accade di tutto: Ncd annuncia una mozione di sfiducia e subito il Cinque Stelle apre il paracadute a Marino, dichiarando che non la voterà: “Il M5S Roma ritiene che la vicenda delle multe del Sindaco Marino e la relativa mozione di sfiducia che sarà presentata dal NCD, rappresentino davvero il più basso livello raggiunto dalla politica sia romana che nazionale. Mentre la città ed i suoi abitanti combattono con le difficoltà dell’assenza di lavoro, della riduzione dei servizi, della mobilità insostenibile, del gravissimo problema abitativo, e con la difficile convivenza nelle periferie, la politica irresponsabile non discute i problemi della città ma ingaggia lotte inutili ed autoreferenziali”.
Subito dopo precisa: “Presenteremo una nostra mozione di sfiducia per tutti gli errori fatti dal Sindaco finora: sul miliardo buttato per i lavori della Metro C, sulle scelte in materia di urbanistica, sul caso Castaldo, sul Centro Carni, sulle società partecipate, che rappresentano la mancanza di quella discontinuità enunciata nel programma politico e nelle linee programmatiche di azione che la Giunta avrebbe dovuto realizzare. Il M5S Roma è pronto seriamente a sfiduciare Marino, ma non certo a prestarsi ai giochi di una destra ‘ripulita’, pronta a sedersi ai tavoli che contano”.
E così l’atto politico che potrebbe offrire l’assist ad un parte del Pd per far traballare la sedia del sindaco si perde nelle beghe. E da “vecchio saggio”, è l’ex consigliere Sabbatani Schiuma, ora leader del Movimento Difendiamo Roma che ha scelto la strada della petizione popolare, che rompe il fronte dell’ipocrisia. Scrive Schiuma ad affaritaliani.it: “Mi sembra evidente che nessuno dei consiglieri comunali soprattutto di opposizione, voglia nei fatti sfiduciare il sindaco di Roma. Mentre la città soffre ogni giorno i suoi errori e la sua superficialità, nelle periferie la tensione è alle stelle, in piazza scendono dai dipendenti comunali, ai vigili urbani, passando per i lavoratori della Multiservizi, fino alle botticelle, mentre la maggioranza è dilaniata da guerre intestine e mira solo a rimpasti e poltrone e mentre il sindaco vola a Milano quando la città viene sommersa dalle bombe d’acqua e ora parte per Londra per non rispondere alle ‘Iene’ sulle multe non pagate, cosa fa l’opposizione? Mette in scena un assurdo teatrino sulla mozione di sfiducia da presentare in aula per far dimettere il sindaco. L’Ncd, infrangendo l’idillio nazionale con la sinistra, ne presenta una sulle vicenda delle multe non pagate da loro portata alla luce, i grillini ne presentano una propria annunciando che non voteranno quella degli ‘alfaniani’ poichè il sindaco va sfiduciato per altri motivi e non per quattro verbali non pagati, e poi il centrodestra quando avrebbe potuto, sul bilancio, mettere in seria difficoltà Marino, ha trovato l’accordo con la maggioranza, fino ad Alemanno, tra le cui amnesie da sindaco proprio Marino ha pescato il biglietto vincente della lotteria del Campidoglio, che si tira indietro nel voto della mozione”.
E conclude: “La verità è una sola: le opposizioni, litigiose quelle di centrodestra, ‘appanzata’ quella grillina, sono composte da consiglieri comunali ai quali, in cuor loro, non va proprio di rimettersi a fare una nuova campagna elettorale, spendendo sudore e denaro per rischiare la poltrona.  Per ora il sindaco Marino continua a parcheggiare la sua fatidica Panda rossa anche sul parcheggio degli invalidi e magari sabato più di qualcuno, che una mano per sfiduciare davvero Marino non l’alza, con l’altra verrà a sventolare la bandiera della protesta popolare contro questo sindaco”. Una chiave di lettura che l’opposizione dovrà smentire coi fatti.