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Paolini dal giudice è un fiume in piena. “Vi racconto il mio amore proibito”

Per tre ore ha tentato di convincere il gip Alessandra Tudino a concedergli gli arresti domiciliari. Nessun mercimonio, si è difeso Gabriele Paolini, ma solo un rapporto tra persone consenzienti. Con uno dei ragazzi il re dei disturbatori televisivi avrebbe avuto una vera e propria relazione nonostante fosse consapevole della sua minore età. Quanto ai video, dietro alle scene girate ci sarebbe solo un intento voyeuristico e narcisista. Il giudice ha preso tempo per decidere

“Sapevo che era minorenne ma il nostro era un rapporto tra persone consenzienti”. Gabriele Paolini racconta la sua verità al giudice per l’udienza preliminare Alessandra Tudino. Un vero e proprio fiume in piena Paolini che ha parlato per ben tre ore cercando di portare la sua verità sui fatti che lo hanno portato in carcere: “I video erano per uso personale”.

Gabriele Paolini

Non ci sarebbe stato mercimonio, ma lui sarebbe legato da un affetto profondo con il minorenne ritratto in video mentre era in atteggiamenti intimi con “il re dei disturbatori tv”. “Tutto si è svolto all’insegna dell’amore dopo che ci siamo reciprocamente confessati i drammi della nostra vita” – ha affermato Gabriele Paolini durante l’interrogatorio di garanzia svoltosi nel carcere di Regina Coeli dove è detenuto da domenica sera con l’accusa di induzione e sfruttamento della prostituzione minorile, nonché pedopornografia. Assistito dall’avvocato Massimiliano Kornmuller, il disturbatore tv per eccellenza ha spiegato al gip di non avere nulla a che fare con le accuse che gli vengono contestate.

“Non ho preso parte a orge con minori, ho avuto e ho una storia d’amore con uno dei ragazzi che spesso ospitavo a casa mia – si è difeso – I video che sono stati sequestrati dai carabinieri non erano destinati alla divulgazione, erano per uso personale, mi è sempre piaciuto rivedere con gli amici le scene girate al mare, al bowling o per strada. L’ho sempre fatto per motivo voyeuristici e narcisistici”. Con gli altri due minorenni che Paolini avrebbe adescato “ci furono solo rapporti affettuosi di amicizia, poi finiti dopo che mi sono innamorato di lui”.

A conclusione dell’interrogatorio, l’avvocato Kornmuller ha chiesto al gip di revocare la custodia cautelare in carcere e di concedere gli arresti domiciliari a Paolini. Ciò alla luce anche della disponibilità offerta dai genitori di Paolini di ospitare il figlio in casa. Sull’istanza della difesa, preso atto del parere negativo espresso dalla procura, il giudice si è riservato di decidere.