Un Convento cinquecentesco su una delle rotte di pellegrinaggio più importanti d’Italia, l’antica via Francigena. Un piccolo gioiello tra Lazio e Umbria che rischia di tramutarsi nell’ennesimo hotel di lusso per pochi fortunati. Un progetto a cui si oppongono gli abitanti di Lugnano in Teverina che hanno fondato una onlus per portare avanti la loro battaglia.
I cittadini del piccolo Centro umbro in provincia di Terni hanno attivato una raccolta fondi per acquistare il convento Capuccino dove soggiornarono anche San Bernardino da Siena e San Giuseppe da Leonessa. Il loro sogno: far rivivere il convento, restituirlo alla cittadinanza attiva e trasformarlo in una struttura operativa attiva su più fronti: un centro di accoglienza di bambini figli di profughi non accompagnati, capace di coniugare l’accoglienza con la promozione dell’occupazione sul territori; la realizzazione di una biblioteca all’interno del parco accessibile a tutti, l’organizzazione di eventi culturali laboratori artistici, promozione dell’artigianato locale; un centro studio agricolo e sull’ulivocultura, un laboratorio di trasformazione delle materie prime, un centro per il soggiorno degli ospiti, un ristorante a chilometro zero.
Un progetto concreto che li ha portati a strutturarsi innanzi tutto in Associazione Onlus, Lugnano 1579, e che li ha spinti a scrivere direttamente al Santo Pontefice.
ECCO IL TESTO DELLA LETTERA
Ci permettiamo di rivolgerci a Sua Santità per il desiderio che è nato di renderLA partecipe di quanto stiamo facendo a Lugnano in Teverina, un borgo medioevale sulla via Francigena in Umbria, in provincia di Terni. Nel 1229 a Lugnano fu costruito il primo convento francescano in Europa, a ricordo del miracolo dell’oca e del lupo che il Poverello d’Assisi operò passando nella Teverina nel 1212, oggi trasformato in residenza privata.
Noi non vorremmo che il convento di S. Antonio dei Cappuccini (costruito nel 1579), oggi in vendita, subisse la stessa sorte, spinti dall’idea che un luogo unico e prezioso debba essere patrimonio della comunità. A tal proposito, noi cittadini, con l’aiuto dei paesi vicini e dei nostri sostenitori, ci siamo fondati in Associazione ONLUS (Lugnano 1579), per tentare l’acquisto collettivo del Convento. Lavoriamo tutti insieme, studiandone le destinazioni d’uso: punto d’accoglienza per i bimbi profughi, fattoria didattica, orto comunitario, luogo meditativo con ripristino dei camminamenti di preghiera, ostello per la gioventù. Tante idee in fase di elaborazione, ma con l’obiettivo sincero di recuperare e salvaguardare un patrimonio di grande valore storico, ove soggiornarono anche S. Bernardino da Siena e S. Giuseppe da Leonessa. Al raggiungimento di tale obiettivo ci separa l’ingente somma di denaro richiesta dalla Diocesi di Terni, pari ad oltre 3 milioni di euro.
Ci ha molto colpito la Sua considerazione riguardo l’uso dei beni della Chiesa; Lei stesso ha esortato che fossero destinati ai poveri. Noi vogliamo aprire le porte del Convento dei Cappuccini alla solidarietà ed all’accoglienza, ampliando il concetto del dominio collettivo che muove da sempre lo spirito della nostra collettività.
Ci permettiamo di rivolgerci a Lei, entusiasti dei passi compiuti finora. Vorremmo che il nostro Sogno fosse il Suo SOGNO; il sogno della Chiesa Universale. Questo SOGNO noi già lo chiamiamo PROGETTO!
Con la presente, LA invitiamo, inoltre, a far visita alla nostra comunità ed al Convento in questione.
Con tutta la gratitudine di cui siamo capaci,
I Cittadini di Lugnano in Teverina

