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“Parchi e green jobs ci salveranno”. L’ex Legambiente rilancia la sfida

“Parchi e green jobs ci salveranno”. L’ex Legambiente rilancia la sfida
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Secondo i dati del Rapporto Unioncamere “i mestieri verdi” valgono il 10,6% dell’economia. La consiliera regionale Cristiana Avenali si scatena: “Ora riforme, piani di assetto e investimenti”
“Parchi e green jobs ci salveranno”. L’ex Legambiente rilancia la sfida

Scommettere sul verde, sulle aree protette e sul desiderio dei giovani di ritrovare il contatto con la terra per dare una scossa alla crescita economica sostenibile. Non è un sogno a leggere gli ultimi dati: la presenza dei Parchi pesa parecchio sul Pil italiano e sul mercato del lavoro nazionale: tre milioni di green jobs che “valgono” il 10,6% della nostra economia. Sulla scorta dei dati contenuti nel rapporto sull’Economia reale nei parchi nazionali e nelle aree naturali protette 2014 realizzato da Unioncamere, Cristiana Avenali, consigliera regionale del gruppo Per il Lazio scatena la sua indole ambientalista e lancia un appello che sa quasi di avvertimento. “I Parchi sono fondamentali per la tutela della biodiversità e per la salvaguardia dell’ambiente, ma possono rappresentare anche uno strumento di crescita ”.
I numeri dicono che nei Parchi italiani la percentuale di imprese giovanili under 35 è pari al 13,1% contro l’11,1% nazionale, mentre quelle femminili sono il 26,8% a fronte del 23,5%: “un dato che ci fa capire quanto il sistema delle aree protette possa contribuire a contrastare lo spopolamento dei territori, ma anche la disoccupazione giovanile, mettendo in campo nuove energie e idee per nuove imprese sostenibili ed innovative”.
E poi c’è il fattore turismo: le nostre aree protette richiamano il 29% dei turisti europei, un numero sempre maggiore di persone che visitano il nostro paese per beneficiare del verde, della qualità dell’aria e dell’ambiente.
L’ex direttrice di Legambiente Lazio coglie l’occasione per mettere nero su bianco la sua ricetta green: “Dobbiamo creare una identità riconosciuta dei parchi evidenziando che chi sta all’interno non subisce un vincolo ma ha un’ opportunità come ci dicono i dati, dobbiamo fare velocemente la riforma della legge sulle Aree protette, dobbiamo approvare i piani di assetto dei parchi e poi investire in termini economici ma anche in termini di politiche di diffusione per la creazione di questa identità e per la conservazione del capitale naturale, tenendo insieme la tutela della biodiversità e del territorio, e allo stesso tempo garantire lavoro, crescita e modernità in chiave sostenibile”.