La Squadra Mobile della Questura di Roma ha tratto in arresto su richiesta della Procura della Repubblica di Roma, sette persone specializzati nei colpi ai danni dei possessori di orologi di valore che venivano aggrediti e rapinati specialmente in zone notoriamente frequentate e abitate da persone benestanti, con particolare predilezione per i quartieri romani Salario, Parioli, Flaminio e Prati.
F.S. di anni 29, D.L. L. di anni 27, S. G. di anni 41, M. L. di anni 56 ed i trentatreenni B. N., F. V. e V. S. facevano parte di una pericolosa banda di origine partenopea che operava nella Capitale: nella quasi totalità dei casi, i malviventi individuavano le vittime viaggiando a bordo di due scooter, normalmente a coppia e facendo attenzione alla presenza di eventuali pattuglie delle Forze dell’Ordine.
La vittima, “scelta” in base alla zona, al suo “status” sociale e all’autovettura di particolare valore in suo possesso veniva agganciata, seguita ed aggredita non appena si fermava al semaforo o all’interno di parcheggi o garage privati.
L’aggressione avveniva solitamente mediante minaccia di un’arma da fuoco o con la simulazione di un incidente stradale (danneggiamento dello specchietto) dopodiché, ottenuto il bottino, i malviventi si davano a precipitosa fuga nel traffico cittadino effettuando anche spericolate manovre contromano.
La banda era proveniente dai “Quartieri Spagnoli” di Napoli: a carico di quattro componenti della banda, M. L. di anni 56 e B. N., F. V. e V. S., coetanei di anni 33, erano già scattate le manette ai polsi il decorso 23 maggio allorquando, nel corso di un servizio di osservazione nei pressi di Via Medaglie D’Oro, gli stessi venivano discretamente seguiti dal personale della VI Sezione “Contrasto al Crimine Diffuso” della Squadra Mobile e bloccati, prima di guadagnarsi la fuga verso Napoli, con indosso un orologio da polso marca Patek Philippe mod. “Le ore del mondo” ed un orologio marca Rolex mod. Daytona.
Gli ulteriori membri del sodalizio sono stati successivamente individuati grazie alla certosina collazione di un nutrito numero di foto segnaletiche di rapinatori, prevalentemente di origine partenopea, dediti al settore specifico ed all’analisi dei tabulati del traffico telefonico, attività che hanno permesso di “chiudere il cerchio” nei confronti dei restanti componenti della banda accollando loro ulteriori fatti delittuosi.
