Altro che una città per i bambini. Le promesse elettorali si scontrano con la dura realtà dei tagli all’educazione pubblica e portano in piazza le educatrici delle scuole di materna e di asili nido che dalle 8 del mattino hanno inscenato un sit-in davanti al Comando dei vigili urbani di via della Consolazione.
“Siamo in piazza per protestare contro l’ipotesi di tagli allo stipendio delle indennità accessorie – denunciano i manifestanti – Questi tagli incidono anche sulle supplenze e, quindi, spesso gli insegnanti si trovano a gestire molte più classi e molti più bambini – hanno aggiunto – Per non parlare del materiale didattico per i bambini che manca e spesso dobbiamo comprarlo noi. Siamo molto delusi da questa amministrazione che sta dando voce ai nidi privati invece di tutelare e difendere la scuola pubblica”.
Qualche momento di tensioni con le forze dell’ordine quando alcuni docenti hanno provato a raggiungere il Campidoglio: due camionette della Polizia e un cordone di agenti hanno tagliato loro il percorso. “Non siamo delinquenti – hanno urlato alcuni insegnanti – vogliamo solo difendere i nostri diritti. Chiediamo – hanno aggiunto – soprattutto l’appoggio dei sindacati in queste forme di lotta. – hanno detto le insegnanti – Vogliamo essere tutelate da questa amministrazione per tutelare anche i bambini”.
Ai piedi del Campidoglio sono rimaste le ultime insegnanti che hanno provato a salire al Palazzo Senatorio per incontrare l’assessore alla Scuola Alessandra Cattoi, in viaggio a Bruxelles. Resta, nelle loro parole, l’amarezza per i disagi dovuti alle difficili condizioni di lavoro: “Oltre ai 200 euro in meno sullo stipendio che bene non ci fanno – denuncia un insegnante della primaria – la cosa peggiore è che se si fa male il 26esimo ragazzino, oltre il limite di legge, noi rischiamo grosso. Abbiamo faticato tanto in anni di precariato per guadagnarci un minimo di stabilità, ora la Giunta vuole togliercelo”.



