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Per il nuovo sindaco ripartiamo da Alberto Sordi

Nelle recenti elezioni politiche e regionali, le scelte, le proposte politiche e amministrative del Pd e dei suoi candidati sono state premiate dai cittadini a Roma così come nel Lazio.
Idee, valori che hanno camminato sulle gambe di donne e uomini che hanno voluto impegnarsi direttamente, grazie anche alla passione, all’energia di migliaia di cittadini, militanti, iscritti e simpatizzanti del Pd che si sono messi a disposizione in maniera straordinaria per dare al Paese e alla Regione Lazio un nuovo inizio. Oggi siamo impegnati in una nuova grande sfida che coinvolgerà 40 città del Lazio e tra queste Roma.
Quaranta sfide di fronte alle quali il Pd ha intrapreso, come ha ribadito anche l’ultima Direzione regionale, la strada delle primarie per individuare il candidato a sindaco, così come il grande senso di responsabilità che deve guidare scelte che non sono e non possono essere individuali, ma collettive perché scegliere il sindaco – come disse Alberto Sordi quando lo fece per un solo giorno 13 anni fa – è come “mettersi uno in casa per cinque anni.

Quaranta sfide in cui siamo chiamati, noi più di altri, dopo i fallimenti della destra e la crisi che ha depresso le nostre città, il sistema delle imprese, i giovani, e rotto il rapporto tra la politica e i cittadini, a dare il massimo e ancora di più. Coraggio, responsabilità, umiltà, un progetto forte e, come diceva un grande sindaco come Petroselli, ‘tanto amore per la propria città
Al di là dei 10 punti previsti dalla Coalizione, dunque, e delle regole fissate, che sono fondamentali per un grande partito che ha nel Dna non soltanto la condivisione delle scelte, la partecipazione, così come le primarie e l’essere Democratico, è doveroso conoscere idee e progetti di chi con coraggio e passione, in un momento così complesso si mette al servizio dei propri cittadini. Per questo credo sia opportuno chiedere a ciascun candidato, oltre al rispetto dei vincoli regolamentari posti per le candidature, la presentazione delle linee programmatiche per il governo della città.

“Le rivoluzioni sono figlie di idee e di sentimenti, prima che di interessi’, scriveva don Sturzo e sono certo che la ‘piazza democratica’ sarà capace di costruire un progetto collettivo, coinvolgente, aperto, coraggioso, e a maggio ridare speranza a chi non ne ha più, a chi è piegato dalla crisi, dalla burocrazia, a chi è costretto a chiudere perché ha dato fiducia alla Pubblica amministrazione, a chi è stato lasciato solo, a chi a 20 anni non sogna più, a chi viene offeso e umiliato per le proprie idee, la propria religione, la propria sessualità, a chi ha paura, a chi crede nel proprio talento, e nel contempo per rendere nuovamente orgogliosi i nostri grandi maestri che ci rappresentano e per evitare che grandi maestri stranieri ci raccontino offendendo la nostra storia.


Enrico Gasbarra, segretario regionale Pd