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Piano Casa e stadio: “Niente sconti”. Dopo Parlati-Avenali arriva Scacchi

Piano Casa e stadio: “Niente sconti”. Dopo Parlati-Avenali arriva Scacchi
legambiente fori imperiali
Legambiente cambia volto e guida: un passaggio che segna l’avvio di una nuova fase. Già direttore dal 2013, Roberto Scacchi lancia le sue sfide e al sindaco manda a dire: “Non ci siamo, pedonalizzazione Fori ancora lontana”
Piano Casa e stadio: “Niente sconti”. Dopo Parlati-Avenali arriva Scacchi


di Valentina Renzopaoli

Trentacinque anni, sposato e padre di una bambina, dall’11 settembre scorso Roberto Scacchi è alla guida di Legambiente Lazio: una cambio della guardia che arriva dopo una vera e propria “era” segnata dalla coppia Parlati-Avenali. Nato a sessanta chilometri da Roma, nel paese di Roviano, Roberto Scacchi, dopo la laurea in Scienze Naturali è entrato come volontario nell’associazione del cigno verde. Nove anni per scalare, passo dopo passo, battaglia dopo battaglia, tutti i gradini fino al vertice. Diventato direttore l’anno scorso, dopo l’elezione di Cristiana Avenali alla Pisana nel listino di Zingaretti, Scacchi aveva guidato le iniziative per il referendum dell’acqua pubblica ed era stato responsabile del settore acqua e scuola. A pochi giorni dal nuovo incarico ha scelto Affaritaliani.it per illustrare le linee guida del suo mandato e spiegare in quale direzione andrà la “nuova Legambiente”.
Presidente, Lorenzo Parlati ha guidato Legambiente Lazio per undici anni, Cristiana Avenali è stata la direttrice per quindici: oggi si apre una fase nuova?
“Si può parlare di una fase nuova ma nella continuità dell’impegno e dei rapporti, con un rinnovo delle persone e dei circoli che nascono e crescono. Una fase nuova che spero sia soprattutto un momento di rilancio per l’associazione”.
Che Legambiente è quella che vorrebbe rilanciare?
“E’ una Legambiente che continua a stare sui territori, che continua a parlare con la gente, che crede ancora nel “porta a porta”, che raccoglie firme e organizza banchetti. Ma è anche un’associazione che gioca la partita della modernità e che coglie le opportunità di scambio che arrivano dalla rete e dai social network”.
Secondo lei, Cristiana Avenali ha fatto bene ad entrare in politica e diventare parte della forza di governo?
“Assolutamente sì, perché lo ha fatto fuori dalle dinamiche dei partiti. Secondo me ha fatto benissimo e sta portando avanti bene il suo lavoro, rappresentando una sponda costante per tanti mondi a noi vicini e dando linfa e concretezza a temi a noi cari”.
Ma sua presenza in Regione ha cambiato qualcosa nella vostra identità? Siete ancora un soggetto di opposizione?
“Legambiente non è una forza di opposizione, non lo è mai stata”.
Ah no?
“No, è un’associazione di volontari che cerca di indirizzare l’azione politica. Nella nostra identità non è cambiato nulla: come abbiamo sempre fatto, proviamo ad essere stimolo e pungolo costante e a mettere in campo nuove scelte”.
Inizia la discussione in Regione del Piano Casa, uno dei temi su cui non avete lesinato critiche, così come sul progetto del nuovo stadio di Tor di Valle: continua la vostra offensiva contro i costruttori?
“Si tratta semplicemente di portare avanti la nostra battaglia su convinzioni che non cambieranno mai. Il nostro territorio non deve essere più maltrattato: costruire ulteriori milioni di metri cubi per realizzare uno stadio si un territorio a rischio idrogeologico, al centro di un’ansa del fiume Tevere, nell’area del Fosso di Vallerano, per noi è una cosa inaccettabile, che non rispetta nessuna regola dettata dalle esigenze del cambiamento climatico in atto.
Stessa cosa vale per il Piano Casa: nonostante il testo in discussione sia per fortuna molto diverso dal pessimo piano firmato Polverini-Ciocchetti, è comunque ancora lontano dall’essere un testo buono. Questo Piano doveva rappresentare un volano per la cosiddetta rigenerazione urbana, per consentire il riutilizzo degli spazi abbandonati, per lo sviluppo di un’economia verde del mattone sostenibile. Cosa che non non è”.
Andiamo nel centro di Roma, dove c’è voluto un sindaco venuto da Genova per decidere di pedonalizzare i Fori Imperiali: è un obiettivo raggiunto?
“Per niente: è solo l’inizio di un processo che, speriamo, si concretizzi in un arco temporale breve. Perché si pedonalizzino davvero i Fori mancano passi decisivi e ancora non ci siamo. Quella che si è attuata non è una pedonalizzazione. Vediamo i propositi ma manca la sostanza”.
Senta presidente, secondo lei chi abita nel quartiere Prati come fa a fare una vita “green”? E come fa chi abita a Cinecittà?
“Nello stesso identico modo: spesso le persone sono più avanti delle scelte che arrivano dall’alto. Avere un vita “green” in una città come Roma significa rinunciare all’auto privata, muoversi in bicicletta, scegliere di bere l’acqua del rubinetto o mandare i figli a scuola con il “piedibus”, mangiare a “chilometro 0” preferendo i prodotti della nostra regione, trascorrere la domenica all’aria aperta piuttosto che nei centri commerciali”.