Le segnalazioni arrivano da varie zone della città ma le aree più colpite sembrano essere queste: Cristoforo Colombo, Foro Italico, Circonvallazione e Tangenziale Est, viale Marconi, Navigatori/Ardeatino, viale Oceano Pacifico (Eur), via Laurentina. Se vi trovate a passere in queste aree attenzione, potreste incappare in un nuovo tipo di truffa: quella della fiancata.

Si sa, le truffe evolvono col tempo: risalgono almeno agli anni 90 le prime testimonianze della famosa truffa dello specchietto, un raggiro che, purtroppo, non passa mai di moda. La vittima prescelta in genere viaggia da sola, su una macchina di modesta potenza. Improvvisamente sente un colpo secco alla fiancata, finché compare una vettura in posizione retrostante che suona e lampeggia, intimando di fermarsi. Una volta scesi dalle rispettive macchine, il truffatore mostrerà il suo specchietto rotto. La vittima in quel momento non può sapere che lo specchietto era rotto già da prima e che il rumore sentito è stato provocato da un oggetto lanciato appositamente contro l’auto in corsa. Spesso il truffatore finge di essere preoccupato, magari dicendo che l’auto è prestata e che ha molta fretta. A questo punto scatta il discorso economico: invece di coinvolgere le assicurazioni, per semplicità, il truffatore chiede soldi in contanti alla vittima che spesso, per senso di colpa del danno causato, o per fretta, accetta di pagare.
Oggi la truffa si è evoluta, ci sono diverse varianti: dallo specchietto si passa alla fiancata, al parafango, al paraurti laterale. La strisciata è prodotta o con carta vetrata o con un punteruolo, durante il sorpasso o in sosta, approfittando di un momento di distrazione dell’automobilista. Mentre prima i truffatori erano persone visivamente poco raccomandabili, oggi il malintenzionato è ben vestito, spesso è una donna con bambino. Se il truffato afferma di non avere contanti il truffatore è anche disposto ad accompagnare la vittima al bancomat, rimanendo però, ovviamente, lontano dalle telecamere.
L’associazione per i consumatori consiglia di proseguire la marcia recandosi possibilmente in luoghi ritenuti sicuri, magari verso casa propria o da conoscenti, o al più vicino comando di Polizia. Nel caso si fosse costretti a fermarsi, scendere dall’auto, togliere le chiavi, e cercare di prendere la targa dell’altra vettura. Ovviamente bisogna insistere con la compilazione del Cid, magari chiamando immediatamente la Polizia Municipale. Scontato, ma forse meglio ripeterlo: non acconsentite a richieste di denaro.
