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Processo Cerroni si allungano i tempi. Udienza “tecnica”, cercasi Presidente

Quarto appuntamento con il “Processo a 40 anni di rifiuti”. L’impasse del Csm blocca la sostituzione dello scomparso De Crescenzo e così salta il calendario definito dal giudizio immediato chiesto dal Pm Alberto Galanti

di Valentina Renzopaoli

Tutto rinviato al primo ottobre: il calendario delle udienze del maxiprocesso sulla gestione dei rifiuti di Roma, che era stato fissato fino al prossimo gennaio, è tutto da rifare. La scomparsa del Presidente del Collegio giudicante Piero De Crescenzo e Presidente della Prima Sezione Penale del Tribunale di Roma, ha rimescolato le carte e rallentato parecchio i tempi. Quella del giorno 17, la quarta dall’inizio, è stata un’udienza molto tecnica, più che altro l’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte e sulle tappe future, tutt’altro che chiare.
Il nuovo Collegio giudicante infatti, costituito da Stefania Rocchi che prende il posto di De Crescenzo, il giudice a latere Valerio De Gioia e il giudice onorario integrato Anna Tavernese, con tutta probabilità sarà solo provvisorio, in attesa che venga nominato il nuovo Presidente. Nomina che per legge spetta al Consiglio superiore della magistratura che, com’è noto, è ancora in attesa che venga completata la lista dei suoi membri di nomina parlamentare. Insomma un impasse che rischia di paralizzare l’azione penale di uno dei processi più importanti degli ultimi anni, che vede imputati, oltre al patron di Malagrotta Manlio Cerroni, anche Francesco Rando, Giuseppe Sicignano, Bruno Landi, Luca Fegatelli e Raniero De Filippis. E che il pm Alberto Galanti ha scelto di celebrare con il giudizio immediato proprio per consentire di accelerare al massimo i tempi.
In occasione dell’udienza di mercoledì si attendeva la decisione dei giudici sull’eccezione presentata dal leader del Collegio difensivo del principale imputato, il professor Bruno Assumma, che aveva contestato il giudizio immediato con cui è stato disposto di procedere. Decisione che non è arrivata, lasciando ancor di più la sensazione di una situazione sospesa nel vuoto.