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Raffica di perquisizioni: sequestrati beni per più di 18 milioni di euro

Oltre diciotto milioni di euro sono stati sequestrati nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dei rifiuti nel Lazio. Si tratta di un sequestro per equivalente di una somma complessiva di 18.890.923,33 euro in danno delle società E.Giovi srl (gestore della discarica di Malagrotta) e Pontina Ambiente srl (gestore della discarica di Albano Laziale).
Tale somma è ritenuta, da chi indaga, provento dei reati di traffico di rifiuti. I sigilli sono stati apposti dagli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Roma. L’indagine che ha portato all’emissione di un provvedimento cautelare firmato dal gip Massimo Battistini riunisce diversi filoni di inchieste sviluppati dal Noe e dalla Sezione Operativa Centrale dal 2008 sino ad oggi, ed a cui ha collaborato anche la Procura della Repubblica di Velletri.
Associazione per delinquere, traffico di rifiuti, frode in pubbliche forniture, truffa in danno di enti pubblici, falsità ideologica commessa da pubblici ufficiali in atti pubblici, sono i reati contestati agli indagati a seconda delle singole posizioni a Cerroni, Rando (ingegnere, amministratore unico di molte imprese riconducibili a Cerroni e storico collaboratore dello stesso patron di Malagrotta), Giovi (socio di molte imprese riconducibili a Cerroni e suo storico collaboratore), Landi (stretto collaboratore di Cerroni e ritenuto l’anello di collegamento con la Regione Lazio), Sicignano (preposto all’impianto TMB e supervisore delle attività operative condotte del Gruppo Cerroni ad Albano Laziale presso la Pontina Ambiente) e Fegatelli (già Capo Dipartimento della Regione Lazio).
Nella stessa operazione sono state eseguite 22 perquisizioni presso i domicili e gli uffici degli indagati.