E’ arrivato il momento di parlare per Roberto Giachetti. Il consigliere del Pd ed ex candidato sindaco ha atteso due mesi mezzo e ora si toglie finalmente qualche sassolino dalla scarpa.
“Quanto sta accadendo, nella sua espressione più degenerata del correntismo e della vecchia politica, sta rischiando di minare il valore delle legge sull’elezione diretta del sindaco”, dichiara commentando la di crisi dell’amministrazione capitolina.
In una conferenza stampa convocata al Nazareno, Giachetti vuota il sacco: “Non è che lo scontro in atto è uno scontro tra due studi, lo studio Sammarco e lo studio Casaleggio e associati?” si chiede, parlando della nomima deò neo assessore al Bilancio De Dominicis. “Considerando che la sindaca ha già abdicato con il contratto firmato con lo studio Casaleggio… Sembra uno scontro tra due studi. Poi parlano dei poteri forti… Se ci stanno, stanno affianco alla giunta costituita: non capisco quali sono i poteri forti che organizzano questo complotto”, ha aggiunto.
A proposito dei pezzi che si sgretolano e della difficoltà di trovare nomi all’altezza, l’esponente del Pd ha rivendicato la scelta fatta in campagna elettorale: “Io sono perfettamente consapevole dei problemi, delle pressioni e delle difficoltà che si incontrano quando si deve comporre una squadra. Io decisi di annunciare la squadra 15 giorni prima del primo turno per una ragione, perché sapevo che Roma era una città al collasso e serviva da subito che ci si mettesse al lavoro. Abbiamo visto “metodi che sono addirittura peggiori di quelli che abbiamo visto in passato, non si è mai visto cambiare tre capi di gabinetto in due mesi”, ha detto.
Poi l’affondo: “Quanto sta accadendo, nella sua espressione più degenerata del correntismo e della vecchia politica, sta rischiando di minare il valore delle legge sull’elezione diretta del sindaco che ha la forza straordinaria di affidare al sindaco eletto la responsabilità delle decisioni. Quelli del Movimento 5 Stelle le lotte tra correnti le chiamavano consultazioni tra le anime, che sono più dannose di quanto non fossero le correnti”.
Sul “caso” Muraro, Giachetti non risparmia critiche: “La Muraro ha un problema di conflitto di interessi. È una persona che ha gestito e preso scelte determinanti. Scelte importanti anche per il ciclo di rifiuti e per il rapporto con il monopolista. Può davvero fare l’assessore avendo avuto prima un ruolo in contrapposizione con questo? Ora si apprende che l’assessore Muraro è iscritta nel registro degli indagati. Se fosse accaduto a un qualunque assessore di qualunque altra giunta che cosa sarebbe successo in funzione dei parametri che i cinque stelle hanno? Se arriva un avviso di garanzia io sono serenissimo perché secondo me non c’è nessuno automatismo tra avviso di garanzia e dimissioni. Andate a vedere cosa hanno fatto dopo la notizia di Venafro indagato. Potrei parlare anche di Errani. Poi sono stati entrambi assolti. La vita democratica non può essere interpretata a zig zag. Non solo Raggi non fa dimettere la Muraro ma la difende anche. E questo non è compatibile con quello che ha detto in campagna elettorale”.

Seguici su



