di Claudio Roma
Di sé dice di essere socialista già dai tempi della culla. Poi ha fatto “un giretto in Regione” come assessore con Storace e, sino a qualche tempo fa, era anche commissario del Sant’ Alessio, l’ente che assiste i ciechi grazie ad un formidabile patrimonio immobiliare.
Uno dei pochi politici ad avere un lavoro, (è un dipendente della Presidenza del Consiglio dei Ministri), Donato Robilotta accetta l’intervista-verità di Affaritaliani.it, quella con le domande “scomode”. E si parte subito con la vicenda della casa che L’Ipab Sant’Alessio aveva concesso in affitto in via Margutta all’ex capogruppo del Pdl, Franco Fiorito.
Robilotta, è lei che gli ha dato la casa?
“No, io non gli ho dato la casa. Fiorito ha partecipato ad un bando pubblico. Ha vinto un bando pubblico come un cittadini qualunque. Su quattro concorrenti in un’asta pubblica ha vinto aumentando del 25 per cento l’offerta base e quindi ha vinto. Quella è una regola. Anzi, era la prima volta che l’Ipab, che quelle Ipab affittavano case ad asta pubblica e a prezzi idi mercato invece di darle a prezzi di favore ad amici degli amici e con una fidejussione bancaria di un anno. Credo di essere stato il primo a dare casa in maniera trasparente”.

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Ora i problemi della Regione Lazio. Quali le criticità che vanno affrontate e cosa offrite voi come socialisti?
“Sanità, rifiuti e macchina amministrativa e arrivare ad un pareggio di bilancio. Tagliare e chiudere ospedali, almeno quelli sotto i cento posti letti.”
Torniamo alla politica, perché con Storace?
“Sono stato un suo assessore, più un sottosegretario alla Presidenza della Regione. Lui ha scommesso su di me come socialista, dandomi un posto in giunta quando i socialisti non avevano neanche un consigliere. Mi ha dato visibilità e ho scoperto in quei cinque anni anche uno Storace diverso da come lo dipingono. Storace è uno abituato a studiare, a leggersi i dossier e a capire i problemi e a dare spazio ai suoi collaboratori. Poi è l’unico che ce la poteva fare con Zingaretti e in questi giorni lo sta dimostrando”.
… da sempre i socialisti contrari al Pd…
“I socialisti sono contro il Pci dal ’21…”.
Ma era il 1921…
“Il 1921 .. sempre avversari e i comunisti ci hanno sempre considerato i loro nemici. Negli anni di Craxi, Berlinguer attaccavano noi, non la Dc; noi rappresentavamo un’alternativa che loro hanno sempre avversato…”
Veniamo ai giorni nostri. Che idea s’è fatto della vicenda dell’assunzione di Zingaretti sollevata dai Radicali?
“Credo che Zingaretti abbia il dovere di chiarire come stanno le cose. Di non denunciare perché chi ha fatto della questione morale e del giustizialismo una battaglia di fronte a queste cose non le denuncia, spiega ai suoi elettori come stanno le cose”.
C’è ancora spazio per i socialisti?
“Sì, per quelli che hanno idee e che si occupano delle questioni. Nonostante quello che dicono i socialisti hanno dato prova di buone pratiche e amministrative. Hanno dato prova di voler cambiare l’Italia”.
Che significherà avere il Cinque Stelle nel Consiglio regionale, lei che leggi e regolamenti li conosce bene?
Ci sarà una forte antipolitica, contro le istutizioni. Lì ci vorrà un presidente forte”.
Cosa rischiano i cittadini in questo scenario?
“Rischiano di vedere che mentre si occupano dello stipendio del consigliere e della macchina del consigliere, nessuno si occupa dei problemi di cui abbiamo parlato prima: sanità e rifiuti che rischiano di esplodere. Invece di prendersi le responsabilità e di dire cosa dobbiamo fare, staranno lì a discutere di indennità. Io sono preoccupato di un presidente che cavalca la protesta invece di fermarla”.
Chi vince queste elezioni?
“Io mi auguro che le vinca Storace e oggi con quello che ho visto comincio a crederci
ricandido perché ho esperienza e so dove mettere la mani. Conosco bene la regione, sono un buon usato che si ripresenta. La Regione ha bisogno di competenze. La politica non si è mai presa la responsabilità di decidere e sanità e rifiuti lo testimoniano.
