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Roma, centrodestra in stallo: Gualtieri corre verso il Campidoglio bis

La partita, più che sul Campidoglio, sembra giocarsi ancora tra Parlamento, Regione Lazio e correnti di partito

Roma, centrodestra in stallo: Gualtieri corre verso il Campidoglio bis
roberto gualtieri campidoglio

A Roma il centrosinistra ha un candidato, il centrodestra ha un problema. Roberto Gualtieri prepara la corsa alla riconferma mentre nella coalizione avversaria il dossier Campidoglio continua a passare di mano senza arrivare sulla scrivania di chi dovrà prendere la decisione finale. Fratelli d’Italia prende tempo, gli alleati aspettano, i possibili candidati si posizionano. E intanto Roma resta senza un nome ufficiale.

Campidoglio, tre nomi sul tavolo: Rampelli, Angelilli e Ciocchetti

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Roma, centrodestra in stallo: Gualtieri corre verso il Campidoglio bis

Sul tavolo romano aleggiano  tre nomi appartenenti a tre diverse aree di potere. Uno è Fabio Rampelli, Vicepresidente della Camera, storico esponente della destra romana e con un peso specifico significativo nella Capitale. Ha una conoscenza profonda della città e un radicamento costruito in decenni di attività politica. La sua figura però è defilata rispetto al circuito che fa riferimento a Giorgia Meloni. L’altro è Roberta Angelilli, vicepresidente della Regione Lazio è un profilo più istituzionale, ha esperienza amministrativa e rappresenta una candidatura di sintesi. Infine c’è Luciano Ciocchetti, deputato e riferimento dell’area moderata e centrista del centrodestra. Una candidatura che potrebbe parlare e intercettare un elettorato più ampio, ma che dovrebbe comunque superare il complicato sistema di veti e contrappesi interni alla coalizione.

Tre nomi, tre strategie. E nessuna decisione

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Tutto lascia credere che il principale avversario di Gualtieri sarà individuato e reso noto ad Atreju quando la campagna elettorale sarà già entrata nel vivo. Non è una novità. Anche Francesco Rocca ha vinto le elezioni regionali con una candidatura arrivata in corsa. La caccia al “triplete” politico (Regione, Campidoglio e Parlamento) tuttavia appare complicata perché dietro le autocandidature e le indiscrezioni c’è un interrogativo molto più concreto: a ogni scelta, corrisponde la perdita di un seggio. E così il Campidoglio diventa una casella all’interno di un risiko molto più ampio. È una partita fatta di incastri: chi si libera alla Regione Lazio può aprire una porta a Montecitorio, dove invece rinunciare a un seggio parlamentare può rendere possibile una candidatura al Campidoglio.

La riforma elettorale e l’effetto Vannacci: due possibili fattori

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In questo contesto anche la riforma della legge elettorale mantiene congelate molte scelte. Senza conoscere con precisione il numero dei collegi e dei seggi realmente contendibili, le diverse componenti del centrodestra tendono a non scoprire le proprie carte. E c’è anche da considerare l’eventuale ingresso nella partita di Roberto Vannacci. Qualora, e la sensazione è che lo farà, il generale decidesse di intervenire direttamente sulla sfida romana, il centrodestra non potrebbe più permettersi di rinviare. Una candidatura autonoma o un’indicazione del suo movimento potrebbe infatti sottrarre consensi nell’area di destra. Tutto dunque, gioca a favore di Roberto Gualtieri. Il sindaco uscente  ha davanti a sé mesi per costruire la propria campagna elettorale, consolidare il rapporto con la città e presentarsi agli elettori come il candidato della continuità.