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Roma, città per vecchi. Giovani annoiati in fuga

CHE NOIA. Notti fiacche e mosce, ammazzate dalle ordinanze anti-movida, ma il problema sicurezza resta: pochi agenti, ancor meno i mezzi di trasporto. Chi ama vivere la notte, si ritrova orfano di un divertimento che non c’è e non gli resta che strafogarsi di cacio e pepe. Boom di turisti ma sono famiglie, anziani o scolaresche: di invasioni di giovani come nelle altre capitali europee non ce n’è neppure l’ombra mentre i romani sono in fuga. Roma, e l’Italia, sono rimasti a 15 anni fa

Bella sì, ma Roma è una città per vecchi. Una città noiosa per i giovani capitolino, ma anche per chi ci passa qualche giorno di vacanza: la maggior parte dei turisti è fatto per l’80% di famiglie e gruppi, tutti per motivi culturali e religiosi. Di questo 80%, il 50% sono gruppi di anziani o giovani scolaresche under 18 e il 30% sono famiglie con fascia media di età 40-60. Il restante 20% è un turismo che si attesta nella fascia 25-40.

Notti fiacche e mosce non paragonabili a quelle delle altre capitali europee tanto che non si vedono invasioni di giovani come a Barcellona, Madrid, Berlino, Londra. Quei pochi turisti under 40 che vengono a Roma, dopo ore di cammino tra le bellezze dell’antichità vanno a rifocillarsi negli alberghi del centro, poi escono per un buon piatto di cacio e pepe ed infine si scontrano con la triste realtà della movida romana. Il tristissimo quadro è dipinto da Assoturismo che ha diffuso i dati di una città che poco ha a che vedere con la movida.

LA MOVIDA CHE NON C’E’. Nonostante la liberalizzazioni degli orari molti pub e lounge bar chiudono alle due del mattino, pure nei week end, per colpa delle varie ordinanze che spesso vengo emanate in forma restrittiva, vuoi per evitare le denunce dei residenti che oggi si sono organizzati in veri comitati di quartiere. Chi ama vivere la notte, si ritrova orfano di un divertimento che non c’è. Nell’area all’interno delle mura aureliane, i locali da ballo si contano su le dita di una mano.

“Uno o due in particolare sono frequentati da stranieri – commenta Assoturismo – Gli altri sono Italian Style con la selezione all’ingresso che non esiste più nel resto d’Europa, si mantiene solo nei grandi club. Poi ci sono le aree fuori dal centro storico, un piccolo esercito di locali e localetti disseminati per tutta Roma: dall’Eur a Testaccio, da San Lorenzo a Ponte Milvio. Molti locali sono bar anonimi e birrerie comuni arredate con oggetti presi dal rigattiere, altri sono piccoli club e circoli non definiti dove la serata non decolla mai. Ci sono anche locali di calibro più alto ma generalmente, a differenza dell’Europa questi si fanno pagare cari e gli ingressi sono pochi”.

SICUREZZA E TRASPORTI. Una volta c’era l’estate romana oggi sono rimaste quattro sagre di partito e le bancarelle improbabili lungo Tevere. Poi c’è il problema della sicurezza che non c’è. Non si vedono agenti in divisa che camminano su e giù per i marciapiedi come si vedono a Santander o a Dublino. Infine la tragedia dei collegamenti.
Non ci sono mezzi di trasporto notturni dedicati a fare il giro delle aree sopra citate, i taxi sono cari e la metropolitana chiude presto.

“Come possiamo pretendere che il turismo giovane aumenti in questa città? Questa situazione non incentiva nemmeno il turismo congressuale e fieristico. Roma non ha delle aree per la movida ben definite come altre capitali europee – dichiara Daniele Brocchi segretario di Assoturismo Roma e Lazio – è un po’ tutto nato spontaneamente ed improvvisato. Non esistono grandi club internazionali e non ci sono grandi attrazioni per i giovani. Mi spiace dirlo ma sotto questo punto di vista Roma e l’80% dell’Italia è indietro almeno di 15 anni, soprattutto come mentalità”.