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Sabaudia: sabato di sole. “Meglio grasse che depresse”

Alle 10 l’arrivo in spiaggia. Sono in quattro ridono alla vita e sorridono ad una giornata di mare in libertà. La più giovane ha superato i 60, le altre la inseguono da vicino. La sabbia è quella di Sabaudia, precisamente il chiosco da Alfonso dove il figlio, un ragazzo di 20 anni scarsi, prosegue l’eredità del padre scomparso prematuramente. In inverno lavora come operai tra giardini e campagna, l’estate prova a costruirsi il futuro aprendo e chiudendo lettini e ombrelloni.
Le quattro clienti “a prova di crisi” sono quattro ladies di classe: la stazza minima supera i 75 chili ma sono leggere come piume. Una di loro sta facendo il conto alla rovescia verso l’eta della pensione e si duole perché per andare a Ischia nel mese di settembre deve attendere che tornino le colleghe. Oltre a creme antisole, antirughe e antietà in quantità tale da proteggere un esercito in pieno deserto, portano in spiaggia un panierino ciascuna che potrebbe garantire la sopravvivenza dell’esercito di cui sopra.
Alle 12 scatta la pizza rossa. Due pezzi, la classica “coppietta” da spiaggia che trasuda olio e pomodoro fresco. Poi alle 13 c’è il pomodoro col riso: bestie geneticamente modificate che possono contenere anche duecento grammi di pregiato riso, polpa di pomodoro e condimenti vari. Poi un po’ di frutta, custodita in un contenitore di plastica dal vendita casa per casa. Tra una porzione e l’altra c’è tempo per distendersi, leggere un libro, cospargersi di unguenti come mummie e osservare la tristezza delle ragazze più giovani. Quelle che hanno la pancia piatta, che al massimo soffrono per una lieve smagliatura nell’angolo di gluteo dove la natura si diverte a fare scherzi estetici da eccesso giovanile di fast food. Le guardano senza invidia, anzi, le commiserano.
Ad un certo punto scatta il momento della massima saggezza. “Sì vabbé io mangio e non dimagrisco – spiega la più “leggera” delle quattro – però sai che te dico: meglio grassa che depressa”. E giù a mangiare. Nella sporta “portavalori” c’è ancora un yogurt ben ghiacciato, decine di cubi di melone e un gelatino. Sommati ai due panini da “sbarco”, cadauna, fanno in totale 5 mila calorie. Il consumo da calcolare è quello dell’operazione spalma e olia ripetuta dieci volte. Molto di più è costato chiacchierare tutto il giorno. Senza riposo. Programmando nuove vacanze e nuove mangiate. Gli hotel più furbi offrono loro il soggiorno. Sono grasse e felici.

Fabio Carosi