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Serie Tv, il Lazio sconquista la scena: una storia su cinque parla romano

La regione consolida il suo ruolo di polo industriale dell’intrattenimento, tra professionalità, investimenti e nuove opportunità. Ma la vera sfida è trasformare il primato produttivo in occupazione stabile e sviluppo per tutto il territorio.

Serie Tv, il Lazio sconquista la scena: una storia su cinque parla romano

Da I Cesaroni a Un professore, passando per le produzioni ambientate sul lago di Bracciano, Roma e il Lazio dominano la fiction italiana. E conquistano anche il primato dell’occupazione nell’audiovisivo.

Roma non sarà Hollywood, ma quanto a cinema e fiction ha ben poco da invidiare alla fabbrica dei sogni californiana. Tra vicoli, monumenti, periferie e laghi, il Lazio continua a fare da scenografia alle storie raccontate sul piccolo e grande schermo. E stavolta non si tratta della solita cartolina con il Colosseo sullo sfondo: circa un prodotto audiovisivo italiano su cinque è ambientato a Roma o nel territorio laziale. Un primato che consacra la regione come protagonista assoluta dell’immaginario televisivo nazionale.

A fotografare il fenomeno è l’ottavo Rapporto sulla produzione audiovisiva nazionale, realizzato da APA attraverso i contributi di CeRTA-Università Cattolica, eMedia, Fondazione Symbola e OpenEconomics, e presentato a Palazzo Barberini durante il MIA, Mercato Internazionale Audiovisivo.

Dai Cesaroni al lago di Bracciano: il Lazio è un set a cielo aperto

Basta scorrere i titoli per capire quanto Roma sia diventata una presenza familiare nelle case degli italiani. C’è la Capitale di Un professore, quella popolare de I Cesaroni – Il ritorno, gli ambienti dello spettacolo di Call My Agent – Italia e l’universo raccontato da Mrs Playmen.

Ma la geografia delle fiction supera il Grande Raccordo Anulare. Il lago di Bracciano, con i suoi panorami, diventa lo scenario di Buongiorno, mamma! e A testa alta – Il coraggio di una donna.

Insomma, il Lazio offre praticamente tutto, dalla Roma monumentale ai quartieri popolari, dai borghi alle atmosfere lacustri. Un campionario di ambientazioni che permette alle produzioni di cambiare epoca, genere e atmosfera senza necessariamente cambiare regione.

E mentre altre città cercano di conquistarsi qualche minuto di notorietà televisiva, Roma continua a recitare la parte che conosce meglio: quella della protagonista.

Audiovisivo, nel Lazio il 40,6% degli occupati del settore

Ma dietro le telecamere c’è qualcosa di più consistente del fascino delle location. Secondo le elaborazioni di Fondazione Symbola per APA, il Lazio concentra il 40,6% degli occupati italiani nel nucleo centrale della filiera audiovisiva. Una percentuale che racconta il peso economico e professionale del comparto: produzioni, competenze tecniche, professionalità artistiche e attività indispensabili alla realizzazione dei contenuti.

Il dato conferma che Roma non è soltanto una città da inquadrare, ma uno dei principali motori industriali dell’audiovisivo italiano. La sfida, semmai, sarà trasformare questa posizione privilegiata in nuove opportunità e occupazione stabile. Perché una cosa è fare da sfondo alle fiction, un’altra è costruire un’industria capace di prosperare anche quando si spengono i riflettori. Roma, almeno per ora, resta una capitale nella quale il cinema non è soltanto finzione. È anche lavoro vero.

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