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“Si è impiccato”. Vittima dell’omofobia. Andrea, il ragazzo dai pantaloni rosa

Un anno fa Andrea Spezzacatena, quindicenne al centro di una vera e propria campagna denigratoria messa in piedi da alcuni suoi coetanei, si è tolto la vita. Il racconto di quei momenti è affidato alle parole della madre, Teresa Manes che ha scritto un libro. Andrea e la sua passione per il colore rosa è diventato un simbolo per non dimenticare e per tenere sempre accesi i riflettori sul bullismo omofobo

Andrea Spezzacatena ha quindici anni, un ragazzino come tanti che cerca di crescere in una città dove viene preso in giro per i suoi pantaloni rosa. Andrea a quindi anni si è impiccato annodandosi una sciarpa intorno al collo. Andrea a quindici anni è diventato una vittima, ma anche un simbolo contro l’omofobia.

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Era il 20 novembre del 2012 quando il padre Tiziano e il fratellino Daniele di 9 anni lo trovano rientrando a casa. Il racconto di quei momenti è affidato alle parole della madre, Teresa Manes: “Sono circa le 17 a casa dei miei. Ero passata da lì, dopo la visita specialistica. Poggiai il cordless… ripresi il mio cellulare… dall’altra parte le grida disumane di Tiziano gridava così tanto che non lo capivo. Non ho mai udito qualcuno gridare a quel modo. Gli imposi di calmarsi e allora, dopo una breve e pesante ripresa di fiato, tra rumori e piagnucolii in sottofondo, ascoltai: Andrea…, suonò potente, si è impiccato. Ripresi il cellulare e chiesi di poter parlare con Daniele… Sentii afferrargli il telefono e la sua voce sommessa, straziante, rotta dai singhiozzi chiamarmi: «Mammaaaaaaaa… dove sei? Vieni subito mammaaaaaa”.
Un anno fa Andrea Spezzacatena, quindicenne al centro di una vera e propria campagna denigratoria messa in piedi da alcuni suoi coetanei, si è tolto la vita. Sulle cause giuridiche stanno indagando la Procura di Roma e il Tribunale dei Minori. Quelle umane, le cause, sono andate con lui. Per non dimenticare, per tenere sempre accesi i riflettori su una delicata questione come quella del bullismo omofobo, La madre di Andrea, Teresa Manes, ha scritto un libro: “Andrea – Oltre il pantalone rosa”, pubblicato dall’editore napoletano Piero Graus. Un progetto editoriale che sta passando nelle scuole, tra i ragazzi di scuole medie e superiori, accolto con commozione e affetto ed a cui la professoressa Maria Rita Parsi ha voluto apporre la prefazione. “C’è bisogno – spiega – di presìdi in tutti i luoghi dove si incontrano i ragazzi, soprattutto quelli che si trovano nell’adolescenza”. Un invito al dialogo, ma anche un invito a chi ha il ruolo di mediatore, tra i giovani.