Acquisite copie dei telefoni del ragazzo e della madre. Gli investigatori verificano eventuali collegamenti con community online e possibili condizionamenti esterni: al momento resta una pista da accertare
L’inchiesta sull’aggressione alla professoressa Isabella Marsilio, ferita venerdì nella scuola media Giovanni Verga di Centocelle, si sposta ora soprattutto sul terreno digitale. I carabinieri stanno ricostruendo l’attività online del tredicenne indicato come autore dell’accoltellamento, per capire se il gesto sia maturato esclusivamente nella sua sfera personale oppure se qualcuno possa averlo incoraggiato o condizionato attraverso la rete. Si tratta, allo stato, di un’ipotesi investigativa che necessita di riscontri.
Telefoni e chat al setaccio
Gli investigatori hanno effettuato una copia forense del cellulare del ragazzo, attualmente ricoverato all’Umberto I e seguito sotto il profilo sanitario, e di quello della madre. L’obiettivo è recuperare conversazioni, contatti e accessi alle piattaforme utilizzate nelle settimane precedenti all’aggressione.
Secondo quanto emerso finora, il tredicenne avrebbe pubblicato sui social messaggi riconducibili a un conto alla rovescia e avrebbe registrato alcuni momenti precedenti all’ingresso in aula. Da chiarire anche l’eventuale presenza di utenti collegati attraverso Telegram e se qualcuno fosse a conoscenza anticipatamente delle sue intenzioni.
Gli accertamenti riguardano inoltre l’acquisto online del materiale che il giovane avrebbe portato a scuola, tra cui coltelli, spray urticante e accessori da soft air.
L’ipotesi delle community estremiste
Una delle piste prese in considerazione porta a gruppi e community online legati alla glorificazione di episodi criminali e, in alcuni casi, a contenuti di matrice suprematista. Gli investigatori dovranno però stabilire se il ragazzo frequentasse realmente questi ambienti e, soprattutto, se eventuali interlocutori abbiano avuto un ruolo concreto nella vicenda.
Anche alcuni simboli e contenuti pubblicati sui suoi profili vengono esaminati nel tentativo di ricostruire interessi, riferimenti e possibili influenze. Nessuna conclusione, tuttavia, può essere anticipata prima dell’analisi completa dei dispositivi. Per la sua età il tredicenne non è penalmente imputabile. La Procura per i minorenni valuterà comunque il quadro complessivo e gli eventuali interventi di carattere rieducativo.


