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Spin Time, salta il piano Gualtieri: a Roma scoppia la bufera politica

L’operazione studiata dal Comune di Roma per acquistare l’immobile occupato è naufragata. Il Campidoglio incassa un pesantissimo “no” dalla proprietà

Spin Time, salta il piano Gualtieri: a Roma scoppia la bufera politica

L’incendio che ha reso inagibile Spin Time si trasforma nel caso politico dell’estate romana. Mentre le famiglie sfollate presidiano l’area dell’ex sede Inpdap di via Santa Croce in Gerusalemme, il sindaco Roberto Gualtieri si schianta sulla soluzione più contestata: acquistare il palazzo occupato. Il progetto per non lasciare in strada centinaia di persone si è infranto contro il rifiuto della proprietà.

Il retroscena: il “no” della proprietà ha fatto saltare il banco delle trattative

Spin Time, salta il piano Gualtieri: a Roma scoppia la bufera politica
Una delegazione di Spin Time ricevuta in Campidoglio

Il piano di Roberto Gualtieri prevedeva l’acquisto dell’immobile a un valore stabilito dall’Agenzia del Demanio o dall’Agenzia delle Entrate, affidando la valutazione economica a un organismo pubblico indipendente. La trattativa si è incagliata sul cosiddetto “accordo ponte” che avrebbe permesso di riaprire lo stabile e consentito il rientro graduale delle famiglie. Saltata l’intesa con i proprietari dello stabile, l’impianto costruito dal Campidoglio si è sgretolato. La comunicazione è arrivata anche ai manifestanti che da oltre una settimana presidiano l’area davanti allo stabile. Il silenzio del Sindaco e le lacrime del presidente di Spin Time fotografano la complessità della situazione.

Da emergenza sociale a bomba politica: adesso il Campidoglio è sotto pressione

Il vero problema di Gualtieri, adesso, è non avere un piano B. È proprio l’ipotesi dell’acquisto pubblico ad aver acceso lo scontro politico. Fallita la trattativa, il Campidoglio si ritrova senza una soluzione immediata. L’alternativa più immediata è ricollocare gli sfollati in luoghi diversi, disperdendo così la comunità. Lo Spin Time è indubbiamente un modello di inclusione, cultura e accoglienza. Altrettanto innegabilmente è un immobile occupato abusivamente. Con queste premesse, lo Spin Time va ben oltre la questione abitativa ed è diventato il simbolo dello scontro tra solidarietà e legalità, diritto alla casa e tutela della proprietà privata, tra intervento pubblico e rispetto delle regole. La giunta considera l’acquisizione dello stabile  l’unica strada per evitare un’emergenza sociale, l’opposizione definisce senza mezzi termini l’intenzione come un “premio all’illegalità” finanziato con i soldi dei contribuenti.

L’emergenza abitativa incrocia la solidarietà e imbocca lo scontro ideologico

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Gli abitanti dello Spin Time per strada in via Santa Croce in Gerusalemme

Al netto del gioco delle parti politiche, nessuno allo status quo ha la chiave per uscire dall’impasse. Risultato: famiglie fuori dall’edificio nell’estate più torrida degli ultimi anni. Roma osserva e si divide. Spin Time rappresenta un’esperienza sociale unica: è sede di attività e laboratori culturali, ospita eventi, redazioni di giornali, spazi di coworking e garantisce un’abitazione a circa 400 persone. La vicenda, tuttavia, racconta anche la storia di un edificio occupato illegalmente che presta il fianco a domande, interrogativi e sospetti di chi si interroga su chi decida di ospitare cosa e quale sia il criterio di accesso ai servizi offerti dallo stabile. È su questo terreno che divampa la battaglia politica destinata a trasformarsi in uno dei dossier più esplosivi dell’amministrazione Gualtieri.