Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » Sporca, caotica e povera. Roma torna indietro di 7 anni

Sporca, caotica e povera. Roma torna indietro di 7 anni

Sporca, caotica e povera. Roma torna indietro di 7 anni
smog roma 02
Crolla la qualità della vita in città ma l’emergenza non è solo in periferia: servizi e trasporti da schifo anche in centro. Il voto dei romani non arriva alla sufficienza: 5,7 su 10. Si salvano solo cultura e aree verdi.I dati dell’agenzia per il controllo e la qualità della vita. Ma la colpa non può essere ricercata solamente nei minori trasferimenti di fondi dal Governo ai comuni…
Sporca, caotica e povera. Roma torna indietro di 7 anni

La qualità della vita a Roma nel 2014 ottiene da parte dei cittadini un voto medio pari a 5,71 su 10, proseguendo l’andamento discendente già rilevato nel 2013 che la riporta al voto del 2007, dopo un quariennio in cui era stata valutata piu’ positivamente. E’ quanto emerge dalla “Relazione annuale sullo stato dei servizi pubblici locali e sull’attività svolta – Anno 2014” dell’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale illustrata dal presidente Vicario dell’agenzia, Marco Penna, in Aula Giulio Cesare.
Secondo il documento, fra i romani i più soddisfatti della qualita’ della vita in citta’ sono i residenti della fascia periferica interna al Gra anche se nel 2014 ha visto un livellamento verso il basso delle valutazioni in tutte le zone. Il voto medio attribuito ai servizi, calcolato come media dei voti espressi sui singoli servizi, e’ piu’ alto della qualita’ della vita e anche per il 2014 resta sopra la sufficienza (6,36). La valutazione per zone di residenza non e’ significativamente differenziata, anche se la periferia esterna al Gra rimane la zona meno soddisfatta dei servizi, con l’eccezione del litorale di Ostia e Acilia, unica zona che rileva un miglioramento rispetto al 2013. Il centro, invece, e’ la zona dove la diminuzione della valutazione media dei servizi e’ piu’ sensibile. Fra i servizi, si distinguono quelli giudicati positivamente fra cui il comparto dei servizi culturali, seguito da parchi pubblici e ville storiche. Mentre il comparto sociale ottiene la sufficienza per tutti i servizi con l’acqua potabile e l’illuminazione pubblica molto e abbastanza soddisfacenti, mentre la raccolta dei rifiuti e la pulizia delle strade sono ritenute gravemente insoddisfacenti.

La colpa non può essere ricercata solo nei minori trasferimenti di fondi ai comuni. Secondo l’Ufficio studi della Cgia di Mestre, tra il 2010 e il 2014 il sindaco di Roma ha visto praticamente dimezzare le risorse a disposizione della città (-667 milioni di euro, pari al 48%), una riduzione percentuale analoga è stata subita da Bologna e Bari, ma la decurtazione a Milano raggiunge il 63%. La progressiva diminuzione delle risorse a favore dei comuni, congiuntamente a una sospensione dell’autonomia impositiva, si accompagna all’obbligo di rispettare le regole del Patto di stabilità.
Sempre secondo la “Relazione annuale sullo stato dei servizi pubblici locali” dell’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici gli strumenti di governo che disciplinano i rapporti fra Roma Capitale e le aziende erogatrici dei servizi sono fermi a sette anni fa. Secondo il documento, anche lo stato dell’arte delle carte di qualita’ dei servizi presenta criticita’: solo alcuni contratti di servizio prevedono l’obbligo di una revisione periodica, con la conseguenza che molte di esse risultano obsolete e sorpassate.
“Molto si puo’ fare – ha detto Penna – a partire da una migliore regolamentazione dei contratti di servizio pubblico tra committente e erogatore del servizio, introducendo meccanismi di incentivazione mirati alla qualita’ e alla razionalizzazione nell’impiego delle risorse disponibili. Per raggiungere tali obiettivi occorre procedere all’attuazione delle previsioni normative intervenute in questi anni in materia di governance, di controllo interno, di partecipazione civica e trasparenza armonizzandole con le disposizioni contenute nell’ordinamento transitorio di Roma Capitale, cosi’ come recepite all’interno del nuovo Statuto”.