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Storace: “Travolti dallo tsunami grillino, ora larga coalizione Pd-Pdl”

“Non ce l’abbiamo fatta a riportare La Destra in Parlamento, ma questo non significa che non si sia fatto bene a provarci.”
Questo è quanto scrive Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra e candidato alla presidenza della regione, sul sito del partito e su Il Giornale d’Italia.
“Resto orgoglioso di una comunità che continuo ad amare, diciamo che siamo inseguiti da un po’ di jella che indubbiamente non aiuta. Certo, oggi, tre o quattro di noi avrebbero potuto far ingresso alla Camera e uno al Senato, se solo la formazione della Meloni avesse raggiunto il due per cento, anziché l’1,94 e rotti. Ma non avremmo risolto alcunché, in fondo avremmo solo manifestato una soddisfazione più personale che politica. In realtà, per il Parlamento, è andata male, siamo stati travolti anche noi dallo tsunami grillino, avremo modo per ragionarci su senza la sindrome da poltrona mancata. Comunque dobbiamo guardare a questa nostra Patria costretta a buttarsi nelle braccia di un comico che ha imbambolato più di otto milioni di italiani. Chi vince è Beppe Grillo, che porta a casa uno stratosferico 25 per cento alla Camera e circa il 24 al Senato. Ha davvero fatto il colpo grosso e adesso la curiosità si sposterà sui suoi eletti, che andranno comunque osservati con rispetto, sennò sarà chiaro che non si sarà capito nulla del voto del popolo italiano. Ma credo che si debba riconoscere la palma della vittoria morale anche a Silvio Berlusconi. É arrivato ad un’incollatura da Bersani, se i dati di stanotte non sono stati contraddetti all’alba. Il centrosinistra ottiene la maggioranza dei seggi alla Camera grazie al Porcellum, ma becca una brutta battuta d’arresto al Senato, dove fallisce il tentativo di conquistare il primato. Il centrodestra tiene alla grande e la partita sarà tutta da giocare. Chapeau. Chi ha fallito su tutta la linea sta fuori dai tre poli che si sono formati. Resta al palo Ingroia, l’estremismo identitario ormai non paga più da nessuna parte del tavolo; gioca malissimo la sua partita il premier uscente, Mario Monti, che azzoppa Casini e fa fuori Gianfranco Fini (e noi non ci commuoviamo affatto per il destino dell’uomo che ha sfasciato la destra italiana). Come si governerà l’Italia sarà questione che dovrà essere affrontata seriamente nelle prossime settimane da chi sta in Parlamento. Credo che per forza di cose si arriverà ad una larga coalizione tra Pd e Pdl, auspicando che non debba rimetterci il popolo italiano a suon di riforme impopolari. Vedremo chi saranno capaci di eleggere a capo dello Stato di una sbilenca democrazia parlamentare i mille che sono stati eletti-nominati. Oppure, si tornerà presto a votare.
Il centrodestra deve adesso ritrovare una ragione di lotta. Giunto a un passo dalla vittoria, non deve trascurare – come ha fatto in campagna elettorale – quanti avrebbero potuto aiutarlo a superare il centrosinistra. Credo che la campagna sui partiti piccoli abbia influito e molto sul nostro risultato, impedendoci di raccogliere i consensi che pure potevano aiutare Berlusconi a battere Bersani. Sarà un problema da risolvere. C’è un’area intera che deve ritrovare cittadinanza e rappresentanza,
Sì, la destra italiana, chiusa la parentesi Fini, deve ritrovare se stessa. Fratelli d’Italia, sopravvissuto alle forche caudine grazie allo sbarramento sotto soglia, ha salvato una decina di parlamentari. Non so quanto ne siano contenti. Non è il fine della vita. Ma ora hanno l’occasione di provarci a riformare una proposta di destra, magari in un modo che faccia capire a tutti il concetto di lealtà. I nostri valori restano incancellabili anche nelle urne”.