Diciotto scuole coinvolte, la facoltà di Lettere della Sapienza occupata e migliaia di persone attese in piazza. Roma si prepara alla mobilitazione di venerdì 30 ottobre, quando lo sciopero generale proclamato dall’Usb porterà nel centro della Capitale studenti, lavoratori, collettivi universitari e movimenti per il diritto all’abitare. Sullo sfondo, le preoccupazioni per l’ordine pubblico dopo le tensioni registrate negli ultimi giorni.
Sapienza occupata: studenti contro riarmo e tagli

Il quadro è in evoluzione. Le occupazioni scolastiche, inserite in un quadro di mobilitazione che, secondo i collettivi, supera i confini nazionali e si collega alle proteste studentesche degli altri Paesi europei, hanno raggiunto quota 18 e nelle ultime ore anche la “Sapienza” si unisce alla protesta. Gli studenti hanno occupato il plesso che ospita la Facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza. A rivendicare l’occupazione, il collettivo Cambiare Rotta che contesta le risorse destinate alla difesa e denuncia il definanziamento dell’università e della ricerca. La richiesta è investire maggiormente in istruzione, salari e servizi pubblici. L’appuntamento principale per la partenza del corteo è alle 10.30 in piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini. La protesta è diretta contro carovita, riarmo e politiche economiche del governo. Gli studenti della Sapienza si ritroveranno alle 8.30 in piazzale Aldo Moro, per raggiungere successivamente il concentramento sindacale.
Piano sicurezza: controlli e possibili infiltrati

Nel piano previsto il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, chiamato a definire le misure per venerdì, si valutano anche e soprattutto le incognite legate ai possibili infiltrati provenienti da fuori Roma. Tra gli scenari valutati c’è l’eventuale arrivo di gruppi da fuori Roma, anche alla luce dei disordini registrati in altre città, tra cui Milano. Al momento, tuttavia, non ci sono elementi sufficienti per considerare confermate trasferte organizzate con l’obiettivo di provocare violenze. L’ipotesi di presenze estranee alle organizzazioni promotrici è e resta un’ipotesi sul tavolo della sicurezza ma comunque da verificare. Da quanto trapela non sarà essere sovrapposta alla gestione della mobilitazione nel suo complesso. L’obiettivo resta garantire il diritto di manifestare e prevenire eventuali incidenti, gestendo allo stesso tempo le ripercussioni sulla viabilità di una giornata che vedrà convergere in centro diverse decine di migliaia di persone.
Piantedosi si sbilancia: “Non temiamo commistioni”

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi non teme commistioni anche se quanto accaduto la scorsa settimana quando gli scontri e i momenti di tensione a Largo Susanna hanno portato a chiudere i cancelli di Roma Termini è un ricordo ancora vivo: “Le organizzazioni storiche ufficiali hanno una storia che tende a differenziarsi da questi movimenti. Non ci sono motivi per ritenere che i sindacati di base abbiano la tentazione di utilizzare frange di giovani per innescare qualcosa di diverso e poco ha a che fare con le rivendicazioni di chi scende in piazza”. Le richieste dell’USB sono rintracciabili nel comunicato legato allo sciopero: “Il 30 ottobre sarà una grande giornata di sciopero generale, una mobilitazione indetta da Usb contro l’economia di guerra imposta dal governo Meloni, contro il carovita che sta strangolando la popolazione, contro la repressione dei giovani e dei lavoratori che protestano per migliori condizioni di vita”.
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