Manca meno di un mese alle elezioni, ma non vi affrettate a cercare la tessera elettorale. Domenica 5 ottobre 2014 i comuni cittadini non avranno voce: la Città Metropolitana di Roma Capitale avrà il suo Consiglio Metropolitano, ma alle urne allestite a palazzo Valentini prenderanno parte solo i sindaci e i consiglieri comunali in carica dei 121 comuni che compongono l’ormai ex provincia di Roma che avranno il compito di scegliere i 24 rappresentanti della nuova assemblea scelti tra i candidati inseriti nelle liste che saranno presentate il 14 e 15 settembre. Un passaggio istituzionale che non è chiaro neppure tra le stanze del Comune di Roma. Un esempio: dal 31 luglio l’assemblea Capitolina ha usurpato il nome di “Città metropolitana di Roma Capitale”.
Nella deliberazione numero 51 del 31 luglio 2014 che approva il bilancio preventivo si legge nero su bianco che esiste un Organismo di revisione economico-finanziaria che delibera a nome di ‘Roma Capitale-Città Metropolitana’ come si legge nella carta intestata, confondendo in più passaggi il Comune di Roma Capitale con la Città Metropolitana di Roma Capitale, due enti completamente diversi.
Il Comune di Roma Capitale non è la Città Metropolitana di Roma Capitale, che dal 1 gennaio 2015 erediterà la sede della Provincia, Palazzo Valentini, ereditandone territorio e parte delle funzioni dal 31 dicembre 2014.
Facile che al Comune di Roma siano andati in confusione benché il legislatore abbia già chiarito che le funzioni speciali di Roma Capitale siano riferite al solo Comune di Roma Capitale.
Con questo grossolano svarione istituzionale si rischiano di mischiare le carte, mescolando i bilanci capitolini nel calderone della Città Metropolitana di Roma Capitale.

