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Tassisti contro Uber. “No a gesti ignobili”

Indignazione e rabbia per lo striscione sessista appeso sotto casa della numero uno di Uber Italia, Benedetta Arese Lucini. L’Unione Radiotaxi Italiani dissociandosi dall’accaduto ribadisce “l’urgente necessità di far rispettare le leggi”

“Nel ribadire l’urgente necessità di far rispettare le leggi per la civile convivenza  nel nostro Paese, ci dissociamo fermamente da quanto avvenuto nei giorni scorsi a Milano”. Così Loreno Bittarelli  Presidente dell’Unione Radiotaxi Italiani, sul caso dello striscione sessista che mercoledì mattina si è ritrovata appeso sotto casa la numero uno di Uber Italia, Benedetta Arese Lucini.

“Da mesi URI è concentrata su innovazione e legalità, non su polemiche  personali che non portano vantaggi a nessuno. Siamo convinti che – continua Bittarelli – i gesti ignobili e le azioni compiute non appartengano alla categoria dei tassisti, di cui facciamo   parte e che siamo onorati di rappresentare. I tassisti sono persone per bene ed   ancora oggi, come ieri, sono in grado di difendere il nostro lavoro e la dignità   delle nostre famiglie e dei nostri figli. Non vorremmo però che tali azioni siano state proprio architettate ad hoc con la finalità di mettere in cattiva luce la nostra categoria con lo scopo di colpirla, per favorire colossi della finanza e del   capitale che, questi sì, con una vera, anche se diversa violenza, stanno da tempo   tentando di impadronirsi del nostro lavoro e vorrebbero privilegiare l’arroganza  del grande capitale – peraltro neanche italiano – rispetto alla dignitosa umiltà del   lavoro. Siamo però convinti che, come sempre, anche stavolta saremo in grado  di spiegare e far capire al Parlamento e alle Istituzioni che tra capitale e lavoro, le donne i gli uomini democraticamente eletti dal popolo quali sono i nostri   parlamentari, non possono che scegliere il lavoro”.