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Taxi elettrici, sfida dei privati. Il Comune arranca a gasolio

“Abbiamo fatto tutto da soli”. Silenziose ed efficenti, il 3570 ha battezzato la prima flotta di eco-vetture totalmente elettriche che da oggi saranno in servizio a Roma. E le fonti di energia per la ricarica è totalmente solare

 

di Alberto Berlini

Con tre euro percorre 100 chilometri, il motore si ricarica in meno in trenta minuti ed è tre volte più efficiente di quello di una macchina tradizionale, abbatte del 71% i costi di gestione e non produce gas inquinanti, ed è così silenzioso che i produttori hanno dovuto installare un segnale sonoro per far si che i pedoni si accorgessero del passaggio del primo taxi elettrico d’Italia. La rivoluzione del trasporto pubblico è iniziata, ma non di certo grazie al Comune.

In attesa di sentire l’applauso del Campidoglio alla svolta green portata avanti dai privati le istituzioni sono rimaste alla finestra durante la presentazione della nuova flotta di taxi elettrici nella sede del 3570, la principale cooperativa di auto bianche che opera in città.
“Abbiamo fatto tutto da soli” ha tuonato ad un certo punto con malcelato disappunto il presidente dell’unione dei radiotaxi Italia Loreno Bittarelli presentando le prime due vetture che da oggi prenderanno ufficialmente servizio in città. Come affaritaliani.it aveva già avuto modo di anticipare qualche settimana fa, nel nuovo progetto “elettrico” non ci sono stati aiuti da parte del comune. Un silenzio assordante quello delle istituzioni, eccezzione fatta per la presenza di Giovanna Rossi, direttrice generale del settore sviluppo del ministero dell’Ambiente.

Il principale problema per lo sviluppo del servizio degli ecotaxi sta nella predisposizione delle colonnine di ricarica per le vetture che possono percorre mediamente 150 chilometri con un “pieno”. Roma di certo è una delle città più difficili per questa tecnologia, sia per la particolarità del territorio che per la lontanza dell’aeroporto dal centro città. In altre realtà mondiali proprio i centri aeroportuali sono utilizzati come stazioni di ricarica, e così sarà per Fiumicino dove verrà installata la prima colonnina di ricarica che si affiancherà alla centrale del 3570 già dotata di un impianto solare che garantisce l’energia per 24 autovetture. Ma per ovviare alla totale assenza di una rete in città 3570 in partnership con Nissan, ha adottato una unità mobile di ricarica, la prima al mondo in grado di “soccorrere” le vetture a secco.

Il ritardo dello sviluppo di un servizio di ecotaxi è evidente nei dati del professore Maldacea, docente Luiss, che non ha lesinato nel rimarcare quanto poche le istituzioni stiano facendo per alimentare il mercato della sostenibilità. In Italia si è cercato di colmare il gap con il resto del mondo solo nell’ultimo anno, con una percentuale di ecotaxi, ovvero vetture a Gpl, metano e ibride, salita al 18,9% rispetto al 7,1 dell’anno precendente. La regione Lazio, manco a dirlo, è fanalino di coda tra quelle più virtuose.