Otto persone sono finite in manette in seguito ad una indagine portata avanti dal nucleo valutario della Guardia di Finanza che ha eseguito una ventina di perquisizioni negli uffici di Equitalia.
Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto di Roma Nelio Rossi e dai sostituti Francesca Loy e Stefano Fava, hanno portato alla luce un caso di corruzzione e truffa che si era sviluppato all’interno delle alte stanze dell’agenzia di riscossione dei crediti. In manette sono finiti il funzionario di Equitalia Sud, Salvatore Fedele, sua moglie e alcuni imprenditori e commercialisti.
Perquisizioni a carico del direttore di Equitalia del Lazio, Alessandro Migliaccio, e di quello della Calabria, Giovanbattista Sabia. I reati contestati sono corruzione, concussione, bancarotta fraudolenta, truffa aggravata e riciclaggio.
Secondo l’accusa i dirigenti di alcune società pagavano ai funzionari con tangenti comprese tra 3mila e 10mila euro per ottenere un aiuto nei pagamenti dei debiti: dopo aver pagato le prime due rate potevano interrompere i versamenti senza incorre in ulteriori procedure.
Il danno accertato ammonta a 17 milioni di euro, ma centinaia sono le posizioni che devono essere ancora esaminate. Quindici sinora le persone iscritte nel registro degli indagati. Le perquisizioni sono ancora in corso negli uffici di Equitalia di Lazio, Campania e Calabria. Finanzieri sono anche negli uffici di due direttori regionali che però non risultano indagati.
