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Terremoto sulle proprietà immobiliari. Più valore alle case, ma anche più tasse

Vivere a due passi da Piazza Venezia in un alloggio ultrapopolare non sarà più possibile. L’Agenzia delle Entrate ha adeguato la classificazione di 175.000 immobili, dal centro storico ai Parioli, da Trastevere alle Ville sull’Appia Antica. Un maxi-aumento da 123 milioni di euro per le rendite catastali nelle aree di pregio. Per i proprietari degli immobili ciò significa che aumenta il valore del mattone, ma anche il parametro per quantificare le imposte da pagare. I cittadini interessati riceveranno le notifiche degli avvisi di accertamento catastale

Scoprire che la propria casa è divenuta un immobile di pregio potrebbe apparire un ottima notizia. Potrebbe perchè se da una parte l’abitazione acquista valore dall’altra la rivalutazione della rendita catastale inciderà pesantemente sul calcolo delle imposte comunali. Questa la conseguenza per i proprietari di oltre 175mila immobili che sono stati oggetto di una rivalutazione delle categorie catastali da parte del Fisco. Ma andiamo con ordine.

catasto

L’operazione parte dall’indagine svolta dall’Agenzia del Territorio su input dell’Assemblea capitolina che con la delibera numero 5 dell’11 ottobre 2010 puntava il dito  su più di 224mila immobili ubicati in 17 zone “anomale”, dove cioè il rapporto fra il valore medio di mercato e quello medio catastale era maggiore o minore almeno del 35% rispetto all’analogo rapporto riferito all’insieme delle microzone comunali. Si tratta, in particolare, del Centro Storico, Aventino, Trastevere, Borgo, Prati, Flaminio 1, XX Settembre, Monti, San Saba, Testaccio, Gianicolo, Delle Vittorie-Trionfale, Flaminio 2, Parioli, Salario Trieste, Esquilino e Ville dell’Appia.
L’Agenzia ha avviato quindi un’attività di riclassamento e revisione delle rendite catastali, modificando la categoria e la classe dell’unità immobiliare: un’operazione che ha interessato oltre 175mila immobili, con un incremento complessivo di oltre 123 milioni di euro di rendita catastale. Una delle conseguenze più evidenti è la sostanziale scomparsa di alcune vecchie categorie non più attuali, come ad esempio quella ultrapopolare (A/5), e la forte riduzione delle abitazioni di tipo popolare (A/4) ed economico (A/3), che erano ancora presenti in diverse zone del Centro.

Nei prossimi giorni i cittadini interessati riceveranno le notifiche degli avvisi di accertamento catastale, opportunamente motivati, e potranno quindi conoscere l’aggiornamento dei dati riguardanti la categoria, la classe e la rendita dei propri immobili. Oltre al servizio di consultazione online presente nell’home page del sito dell’Agenzia delle Entrate nella sezione dedicata ai servizi catastali, sono tre i canali attivati per fornire informazioni e assistenza ai contribuenti: è possibile contattare il call center dedicato, al numero verde gratuito 800 863 119, attivo dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 20 per prenotare direttamente un appuntamento all’ufficio provinciale; inviare un messaggio di posta elettronica all’indirizzo
up_roma_notifiche335@agenziaentrate.it.
Se il contribuente, invece, ritiene non fondato in tutto o in parte l’avviso di accertamento catastale, può chiedere che venga riesaminato in autotutela, inviando all’ufficio provinciale – Territorio di Roma una domanda in carta semplice, con la documentazione a suo sostegno. La domanda di riesame in autotutela non sospende, tuttavia, i termini per un eventuale ricorso al giudice tributario, da presentare entro 60 giorni dalla data di notifica dell’avviso di accertamento catastale”.