Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » Toh, rispunta la “solida realtà”. Dopo la politica mr mattone torna in tv

Toh, rispunta la “solida realtà”. Dopo la politica mr mattone torna in tv

In piena crisi immobiliare, Roberto Carlino saluta l’esperienza politica alla Regione Lazio come ordinato presidente della Commissione Ambiente e torna a vendere case. “Il profeta del mattone” non si perde mai d’animo e dopo la ricandidatura mancata si rimette in moto. E c’è chi dice che pensa alle Europee

di Patrizio J. Macci

Nello spot televisivo che impazza in questi giorni ha uno stile di recitazione vagamente lugubre e cimiteriale, non propriamente da Actors Studio, ma è giustificato dalla sua professione. E’ tornato dall’oblio dopo una breve e sfortunata parentesi politica alla quale era seguito un periodo di silenzio.
La crisi immobiliare non lo spaventa, martella a tutte le ore i potenziali clienti. Eletto alla Regione Lazio nel 2008 nel partito con il più alto tasso di cemento armato analisi del sangue alla mano, l’Udc, Roberto Carlino ha dato il meglio di sé apparendo mentre canta l’inno del partito durante un congresso: il filmato ha scalato le vette delle visioni. Gli internauti lo hanno prontamente spernacchiato, storpiando il nome della sua società in “Immobildrin”. Il ruolo che, con una intuizione geniale, gli riservò la Polverini era quello di Presidente della commissione ambiente: come mettere Dracula a sorvegliare le scorte di sangue. L’uomo non è avvezzo all’immateriale, il suo ambiente naturale è il trionfo della solidità fisica e soprattutto economica: ama il calcestruzzo, per lui l’odore di cantiere è come il napalm per il Colonnello Kilgore di Apocalipse Now. Forse a questo si deve l’interruzione della sua carriera politica.

roberto carlino 02


Ora il settore è immobiliare è in caduta libera, inflazionato dalle catene in franchising dove pullulano giovanotti vestiti come i Blues Brothers, ma con una pervicacia paragonabile solo ai cattivi di Matrix. Ma lui, il principe delle intermediazioni, il profeta del mattone, l’uomo della provvidenza per i risparmi degli italiani che oramai affidati nelle mani delle banche non rendono quasi più nulla – per il quale “la risalita è un fattore inevitabile e fisiologico” – non si perde d’animo. L’adorazione della calce è la sua religione. Si capisce subito dal suo essere tricologicamente scorretto. Con il riporto che ha in testa sarebbe stato in grado di convincere il Creatore che i dinosauri erano solidi e ben fatti, e non si sarebbero mai estinti. Per comunicarlo ha abbandonato la scenografia da statista di qualche anno fa, quando appariva con lo sfondo di volumi pregiati elegantemente rilegati, in favore di una che probabilmente, a detta dei suoi creativi, buca molto di più. Si esprime in maniera dinamica, sgambetta pippobaudescamente mentre entra in un ambiente e sciorina il verbo.
Leggendo la sua biografia, si comprende subito che ha tentato in sedicesimi l’emulazione del Silvio nazionale: anche lui cominciò dal mattone per poi rifugiarsi in politica, ma il Berlusca non ha mai interpretato spot in prima persona per vendere case, sarebbe stato troppo volgare. Carlino invece, nonostante gli spifferi dell’informazione abbiano riferito della sua disponibilità a ricandidarsi alle ultime elezioni, e a questa offerta pare siano seguiti gesti apotropaici ovunque nel partito, si è arreso ed è tornato “on the road”. Ma c’è chi racconta che il suo pensiero fisso siano le Europee. Il ritorno in grande stile da via della Pisana  Bruxelles.
Se i telespettatori sapessero, che non c’è assolutamente nessuna certezza circa la risalita del valore degli immobili nell’arco della loro vita, mitraglierebbero il Garante dell’informazione di messaggi, denunciando una pubblicità mica tanto adamantina. Quelli che la casa l’hanno già acquistata invece, mentalmente in un moto di stizza, gli riserverebbero il trattamento che usavano i faraoni egiziani per i loro progettisti: li muravano vivi nei labirinti delle piramidi. Questo sì che non è un sogno ma, appunto, una solida realtà.