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Toto-vigili, Marino all’angolo. L’ Ospol: “Capo interno o ricorso”

Il sindaco non fa in tempo a spiegare che la rosa dei comandanti si è ristretta “a cinque”, che il sindacato tuona avvertendo che la scelta deve essere fatta per concorso: “Ha una sola via da percorrere senza infrangere la recente Legge Brunetta: quella di scegliere un comandante tra le professionalità interne negli attuali 3 vice vicecomandanti o tra i 20 dirigenti del Comune di Roma aventi titolo”. E cita il caso di Capri dando mandato ai legali di ricorrere alla giustizia amministrativa o alla Corte dei Conti

di Claudio Roma

Era accaduto per Rutelli, poi per Veltroni e Alemanno. La stessa sorte incombe su Ignazio Marino che proverà sulla sua pelle quant’è difficile governare una città. Soprattutto se si chiama Roma. A poi giorni dalla fine del tormentone sul nuovo comandante dei Vigili Urbani, il sindaco sfodera il migliore dei suoi sorrisi e si preparar a dare l’annuncio: “Nella rosa finale ci sono 5 personalità, 3 interni e 2 esterni. Sono tutte persone di altissimo livello – dichiara all’agenzia Omniroma – ho fatto già i colloqui a ognuno di essi e ho chiesto loro un elaborato di visione sul corpo della polizia di Roma Capitale, elaborati che mi hanno consegnato e che sto leggendo e non escludo di fare un ultimo colloquio prima della scelta finale. Direi che il metodo di avviso pubblico paga perché i curricula sono davvero di altissimo livello”.

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Neanche il tempo di terminare la frase che arriva la replica del sindaco Ospol, protagonista in passato di battaglie durissimi tra vigili urbani e Campidoglio: “L’eventuale scelta di comandante esterno al Comune di Roma dovrebbe passare indenne dalla legittimazione del Tar Lazio, dalle contestazioni e scioperi dei Sindacati già mobilitati in assemblee per predisporre eventuali manifestazioni e scioperi”.
Come dire, “guai a chi pensa di poter scegliere da solo. L’Ospol insomma dichiara guerra e spiega: “Il sindaco, sul toto-nomina del nuovo comandante della Polizia Locale di Roma, ha una sola via da percorrere senza infrangere la recente Legge Brunetta: quella di scegliere un comandante tra le professionalità interne negli attuali 3 vice vicecomandanti o tra i 20 dirigenti del Comune di Roma aventi titolo. Detta scelta è condivisa dall’85% dei 6.300 agenti ed ufficiali della Polizia Municipale di Roma, dai sindacati e da buona parte della Opinione Pubblica sempre attenta allo sperpero di denaro pubblico”.
E per argomentare il diktat, i sindacalisti citano il precedente di Capri. Nell’isola dove è stato nominato un comandante senza concorso, l’esecutivo è stato rinviato a giudizio. “Qualora il Campidoglio dovesse scegliere una figura proveniente da altra amministrazione per il Comando della Polizia Municipale di Roma Capitale, abbiamo già dato mandato ai legali di attivare le relative opposizioni e ricorsi presso il Tar Lazio e la Corte dei Conti”.