di Lugia Luciani
38 anni li festeggerà tra 11 giorni. Ancora in campo, di nuovo in Champions, sempre con la stessa maglia. E se il tempo trascorso inesorabile, non ha intaccato le immense qualità di questo ragazzo fortunato, l’esperienza maturata durante il ventennio in giallorosso, ha reso il Capitano più saggio e ponderato nelle dichiarazioni. Lungi da lui però la rinuncia all’ironia, che serve a stemperare le tensioni da vigilia. La vigilia del ritorno nell’Europa del calcio che conta.
Guai però, intima da subito Garcia, durante la conferenza stampa pre Roma-CSKA Mosca a farsi beffare dall’emozione: ”Abbiamo un girone dove ci sono tre squadre e per me il Cska non è la più debole in questo momento. Perché hanno giocato sette partite e noi solo due. Ma io so che la squadra sarà al cento per cento mentalmente e fisicamente, mi aspetto di giocare con entusiasmo e gioia, godendoci ogni secondo della partita, sarebbe un peccato metterci sotto pressione”.
Il tecnico della Roma dunque punta tutto sulla tenuta mentale dei suoi: perchè in campo non conta soltanto la condizione atletica, ma servono pure intelligenza e capacità di gestire la gara. Se poi gli avversari saranno più pronti sul piano fisico, questo rientrerà nella normalità. Il CSKA ha infatti iniziato prima il suo campionato!
Ai “freddi”russi Garcia oppone l’Olimpico infuocato, uomo in più in mezzo al campo per rompere il ghiaccio alla prima di Champions:”In Europa non ci sono squadre di livello basso. Il Cska ha esperienza in Europa molto più alta di noi ma noi sfrutteremo il fatto di giocare in casa con l’appoggio di tutti i nostri tifosi.”
E mentre l’allenatore parla, Totti ascolta attento. E quando è il suo turno di risposta, a chi gli chiede se la Roma nella quale gioca ora, sia la più forte anche rispetto a quella di Capello e Spalletti, il diplomatico Capitano replica così:”Non è semplice fare un paragone. Spero di poter arrivare più lontano possibile, è il mio obiettivo come quello di tutta la squadra e di tutta la città. Io penso al presente e spero di poter fare meglio di quella di Spalletti».
E guardando al presente la Roma potrebbe emulare il cammino dell’Atletico Madrid? Totti se lo augura, ma sa pure che i meriti e i risultati sono frutto del verdetto del campo. Proprio come i suoi successi personali. Tanti e tali da poter rispondere in questo modo, a chi provocatoriamente gli chiede alla fine della conferenza stampa, in quante squadre oggi non giocherebbe: ”Poche…e ho ancora tanti estimatori fuori dall’Italia vuol dire che magari ho fatto bene con questa maglia anche in Europa”.

